Carpentieri risponde ad Amente: «attacchi fuori luogo e senza alcuna cognizione di causa»

Carpentieri risponde ad Amente: «attacchi fuori luogo e senza alcuna cognizione di causa»

Venanzio Carpentieri non ci sta e risponde ad Antonio Amente. Il sindaco di Melito e neosegretario provinciale Pd ribatte alle accuse del


Venanzio Carpentieri non ci sta e risponde ad Antonio Amente. Il sindaco di Melito e neosegretario provinciale Pd ribatte alle accuse del rivale. «Amente parla di cose di cui non ha alcuna consapevolezza. Melito, quando era amministrata dal suo governo ha fatto passi indietro spaventosi» tuona la fascia tricolore. E risponde punto per punto.

«Sulla piscina comunale – argomenta Carpentieri – abbiamo dovuto rifare l’iter amministrativo e solo grazie al nostro impegno sono stati approvati i progetti preliminari e definitivi con la comunicazione trasmessa alla Stazione Unica Appaltante dove risiedono attualmente gli atti per i bandi di gara. Tutto questo perché quando Amente era sindaco, il Comune ha rischiato di perdere i soldi per la costruzione della piscina. Sui lavori della metropolitana, già completati per l’80% nella parte sotterranea, ho scritto personalmente al governatore Caldoro per sollecitare l’intervento. Sull’addizionale Irpef, ricordo che ad aumentarla è stata il Commissario Prefettizio, prima del mio insediamento nel 2011. La Tarsu comunale invece, aumentata dall’amministrazione Amente sino al 67% la lasceremo per il terzo anno invariata. E’ aumentata, in passato, solo la quota provinciale».

La fascia tricolore poi rassicura: «per far conciliare i ruoli di sindaco e segretario provinciale Pd mi organizzerò al meglio sia all’interno del Partito Democratico napoletano che a Melito». Non è da escludere, a tal proposito, un cambio degli attuali membri della giunta comunale. Il tutto però, avverrà solo dopo l’approvazione del bilancio da portare in consiglio comunale entro fine novembre.

Inoltre, Carpentieri risponde alle accuse sulle presunte responsabilità morali per gli episodi del 2005 quando l’amministrazione Di Gennaro, nella quale Carpentieri era capogruppo della Margherita, fu sciolta per infiltrazioni camorristiche, e per quelli risalenti al 2011, quando l’ex sindaco Amente denunciò pressioni a 6 consiglieri della sua maggioranza per firmare la sfiducia e decretare poi la vittoria di Carpentieri: «su questo tema Amente mescola in maniera confusa una serie di aspetti. Sullo scioglimento per presunte infiltrazioni, non implica alcuna responsabilità penale, mentre sul fronte politico ricordo che io ho vinto conto di lui due volte e forse questo brucia. E’ molto strano – prosegue Carpentieri – che sulle presunte minacce a 6 suoi consiglieri, Amente abbia presentato un esposto alla Procura della Repubblica nel marzo 2012, mentre noi, già pochi mesi dopo quei fatti (giugno-luglio 2011) abbiamo provveduto a rendere conto dettagliatamente all’autorità giudiziaria di quanto stava accadendo. Aspettiamo l’esito delle indagini».

Il sindaco poi chiude: «L’ex primo cittadino Amente dovrebbe piuttosto spiegare del perché agli inizi del 2011, subito dopo la conclusione della sua amministrazione, un pentito del clan degli Scissionisti abbia detto agli inquirenti che il Comune di Melito era a disposizione del clan».