Disastro ambientale, ieri convegno al Comune di Qualiano. “Prima della terra, occorre bonificare le coscienze”

Disastro ambientale, ieri convegno al Comune di Qualiano. “Prima della terra, occorre bonificare le coscienze”

Presenti all’incontro anche il virologo Giulio Tarro e il geologo della ”profezia” del 2064 Giovanni Balestri. Unanime il coro di no all’inceneritore


Presenti all’incontro anche il virologo Giulio Tarro e il geologo della ”profezia” del 2064 Giovanni Balestri. Unanime il coro di no all’inceneritore

 

QUALIANO – “Il disastro in Campania” è ormai oggetto di attenzione da parte di tutti ma è anche il titolo della conferenza tenutasi ieri a Qualiano nella Sala consiliare del Comune. Un momento di riflessione per i molti presenti che hanno preso parte all’evento,  nato con l’intento di analizzare la correlazione tra ambiente e salute ed i motivi del “NO” all’installazione sul territorio di inceneritori.

Presenti in sala medici e ricercatori: l’ oncologo-tossicologo  Antonio Marfella, il virologo  Giulio Tarro, il ricercatore Franco Verzella, il geologo Franco Ortolani e l’oncologo-anatomo Antonio Giordano (in collegamento da Philadelfia).

In qualità di  rappresentante del “Comitato NO inceneritori di Qualiano”, Carmela Sgariglia ha condannato subito l’installazione degli inceneritori “nè qui nè altrove”, indicando una serie di piani alternativi, meno nocivi, come la raccolta porta a porta. Ha concluso esortando i presenti a “risvegliare le coscienze” mettendo la propria salute al primo posto.

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Significativo anche l’intervento del Sindaco di Qualiano, Ludovico De Luca, il quale  ha  affermato come, al di là dei colori politici, sia fondamentale tutelare e bonificare il territorio di Qualiano e della Campania. Ha sottolineato come “in tre mesi siano stati sequestrati tre terreni adibiti a discarica abusiva, centinai di veicoli e siano state fatte oltre 150 contravvenzioni e un arresto importante come quello di Francesco Bidognetti, considerato l’inventore di ecomafia”. Con orgoglio ha poi parlato dell’approvazione recente di un emendamento che prevede lo screening per monitorare le malattie diffuse sul  territorio,  la cui causa sarebbe da imputare all’avvelenamento dell’ambiente.

Fondamentale il contributo dei geologi Giovanni Balestri e Franco Ortolani. I due scienziati hanno analizzato il nesso tra ambiente e salute, sottolineando la non idoneità geoambientale dell’inceneritore. L’area, infatti, è inquinata e dovrebbe essere prima disinquinata, ma questo porterebbe ad elevati costi economici ed ambientali che non permettono comunque di risolvere il problema: “La complessità dell’ambiente fisico, come il terreno permeabile, che permette l’inquinamento immediato della falda acquifera, e la dispersione di materiale tossico nell’atmosfera, non siano d’aiuto in questa situazione di emergenza  ed uniti a “stili di vita cancerogeni” rappresentino una condanna a morte per gran parte della popolazione”.

Ricco di pathos l’intervento dell’oncologo Antonio Giordano, in collegamento via Skype da Philadelfia. Il medico ha parlato di una vera e propria emergenza dal punto di vista sanitario, scagliandosi contro i rappresentati politici, ricercatori e medici che per anni hanno evitato il problema ed hanno preferito negarlo. Anche lui si è detto contrario all’inceneritore, poichè davanti ad una emergenza immediata non sarebbe una soluzione “sicura” ma solo una scusa per le istituzioni per guadagnare tempo e denaro.

Singolare infine la riflessione lanciata dall’oncologo-tossicologo  Giulio Tarro: “Occorre una bonifica delle coscienze prima di quella dei territori, altrimenti non ci resta che l’urlo di Munch”.