Melito, rivelazioni choc di Amente: «Carpentieri fu voluto dalla camorra»

Melito, rivelazioni choc di Amente: «Carpentieri fu voluto dalla camorra»

MELITO – Rischia di scatenare una bufera l’intervista rilasciata ieri dall’ex sindaco di Melito Antonio Amente al quotidiano online Notix.It. Secondo quanto riportato dal portale, nel 2011 Amente, allora primo cittadino a capo di una maggioranza di centro-destra, sarebbe stato sfiduciato dall’opposizione e da 6 consiglieri della sua coalizione per volontà della camorra.


Una rivelazione choc che getta un’ombra inquietante sull’attuale amministrazione targata Carpentieri. Amente riferisce che due giorni prima della sfiducia, avvenuta il 24 gennaio 2011, la maggioranza aveva festeggiato il rimpasto di giunta. In lacrime, i consiglieri “dissidenti” si sarebbero poi recati dal sindaco confessando di essere stati costretti a firmare la sfiducia sotto la minaccia da forze criminali esterne all’amministrazione.

Le pressioni della criminalità organizzata non si sarebbe fermate qui. Nella campagna elettorale che seguì, alle forze politiche che sostenevano Antonio Amente sarebbe stato intimato di concorrere a favore dell’altro candidato Venanzio Carpentieri. «E’ chiaro ed evidente che l’amministrazione Carpentieri, come ho ribadito per ben due volte in consiglio comunale, non sarebbe mai nata se non ci fosse stato l’intervento delle forze camorristiche», rivela Antonio Amente.

L’accusa dell’ex sindaco melitese si estendono poi anche ad esponenti di spicco del Partito Democratico, come Luisa Bossa, Andrea Orlando e Salvatore Piccolo, presenti durante uno dei consigli comunali in cui Amente avrebbe fatto la rivelazione sulle ingerenze di tipo camorristico nel corso delle elezioni. I parlamentari piddini, però, sarebbero rimasti con la bocca cucita e non avrebbero approfondito la vicenda.

Nel marzo del 2012, lontano dai riflettori dei media, Antonio Amente ha deciso di passare ai fatti sporgendo denuncia alla Procura della Repubblica. Una vicenda, quella delle infiltrazioni camorristiche al Comune di Melito, che si porrebbe in continuità con lo sciogimento dell’amministrazione Di Gennaro del 2005, fra le cui fila si annoverava anche Venanzio Carpentieri, allora capogruppo del partito della Margherita in consiglio comunale. Di Gennaro, poi, è diventato capo della segreteria dell’attuale primo cittadino.

Antonio Amente però non si nasconde dietro la stampa e annuncia la disponibilità ad aprire un tavolo di confronto anche all’interno della sede provinciale del Pd. Intanto, per ora, dall’amministrazione Carpentieri non arriva ancora nessuna smentita ufficiale alle pesanti accuse lanciate dall’ex sindaco di Melito.