Melito, storie di degrado nelle vie di confine

Melito, storie di degrado nelle vie di confine

Rifiuti, rottami, sporcizia ed incuria; questo lo scenario nella periferia melitese   MELITO – A Melito sono tante le zone di confine


Rifiuti, rottami, sporcizia ed incuria; questo lo scenario nella periferia melitese

 

MELITO – A Melito sono tante le zone di confine lasciate nel degrado. Nell’estrema periferia, l’incuria e l’abbandono è persisente.

In Corso Europa, nei pressi del mercato ortofrutticolo e a pochi passi dall’imbocco della Circumvallazione Esterna, i marciapiedi non sono più fatti di cemento ma di buste della spazzatura che già dalle prime ore del mattino quasi invadono le carreggiate. Quando arriviamo, un gruppo di Rom rovista tra i rifiuti per cercare qualcosa di utile da portare con sé e si innervosisce per paura di essere identificati quando ci avviciniamo.

«Alle 5 del mattino siamo già in giro a spazzare le strade. Ma dopo neanche mezz’ora tutto è di nuovo come prima. In tanti buttano i propri rifiuti addirittura dalle auto e scappano via (come accade un attimo dopo ndr). Ci vorrebbe un controllo più capillare» confessa un operatore ecologico della Melitomultiservizi.

Anche poco distante, nell’imbocco che conduce a Via Roma Verso Scampia, cumuli di rifiuti giacciono ai lati delle strade per settimane nell’indifferenza generale. Dalla parte opposta della città, in Via Salvatore Di Giacomo, non solo c’è sporcizia tra le strade ma le aiuole sono ricoperte da erbacce.

«Dobbiamo solo aspettare che arrivino gli extraterrestri per vedere tutto pulito» è l’amara riflessione di un uomo appena uscito da un supermercato. Immancabile il passante sospettoso. Nonostante cerchiamo di non dare nell’occhio, una persona ci guarda con fare minaccioso verificando cosa osassimo fare.

La visione più sconcertante l’abbiamo però alla fine di Via Sandro Pertini in un ponte sottostante l’asse mediano, dove si entra già nel territorio di Casavatore. Materassi, scarpe, preservativi, rifiuti indifferenziati di diverso genere ed una puzza che fa girare la testa ci accolgono. E’ difficile anche camminare, visto il terreno scosceso e i diversi cumuli da tutti i lati. Anche qui, un’auto con padre e figlio si domanda chi è quel pazzoide venuto lì a piedi per far chissà cosa.

In Via Giulio Cesare (già via Melitiello), a pochi metri da Casandrino dove addirittura c’è un cartello piuttosto grande dietro a delle grate recita “No al Deposito di Rifiuti’’. Buste della spazzatura proprio in strada vengono schiacciate dagli automobilisti anche in maniera piuttosto rischiosa. Di chi sono le responsabilità anzitutto istituzionali di tutto un problema antico e mai risolto?

In attesa di saperlo, constatiamo quanto le zone di confine per molti rappresentano ancora quei luoghi del nulla dove le regole civili si rispettano ancora meno dei centri urbani. Prevale solamente un meccanismo: passa, getta, scappa senza lasciarti vedere e minaccia chi nel caso ti ha scoperto.