PD giuglianese tra nuove tessere e presunto cambiamento, la polemica corre anche su Facebook

PD giuglianese tra nuove tessere e presunto cambiamento, la polemica corre anche su Facebook

Un post di Pasquale Parisi mette ancora in risalto le tante spaccature tra le diverse anime del partito GIUGLIANO – I social


Un post di Pasquale Parisi mette ancora in risalto le tante spaccature tra le diverse anime del partito

GIUGLIANO – I social network sono sempre più piazze virtuali dove incontrarsi e confrontarsi sui temi più disparati. E non fa di certo eccezione l’argomento che – con il calcio – condivide il primato tra le italiche chiacchiere, ovvero la politica.

A Giugliano continua a far discutere il caso-PD, con l’anomalo boom di tessere in occasione degli appuntamenti caldi che vanno a ridefinire gli organigrammi locali e provinciali, in vista dell’elezione del nuovo segretario nazionale.

Si accende così la polemica tra le passate classi dirigenti e quelle attuali, come evidente nel post dell’avvocato Pasquale Parisi, che nel periodo dell’amministrazione Gerlini ha ricoperto il ruolo di presidente del consiglio comunale; Parisi sottolinea il dato sospetto del tesseramento ed una anomala chiusura prima dei termini previsti, interviene il neo segretario cittadino Giuliano Quaranta che prova a gettare acqua sul fuoco: “la sezione non era chiusa, si è solo posticipata l’apertura, tutto regolare”.

Ma da qui parte il botta e risposta tra gli allora DS e gli attuali PD, tecnicamente membri dello stesso partito, ma visibilmente lontani sotto molti punti di vista: c’è chi sottolinea che Quaranta fosse schierato con l’Udeur nella precedente tornata elettorale – ovvero nello schieramento opposto al partito che si appresta oggi a dirigere a livello cittadino – chi rilancia accuse di connivenza con le gestioni che hanno portato al dramma dei rifiuti, chi ancora sospetta che alcuni account spiccatamente polemici e sgrammaticati siano in realtà dei fake, ovvero dei finti profili creati ad arte per attizzare il fuoco senza metterci nome, cognome e faccia.

Insomma, Facebook sempre più piazza o, in questo caso, circolo di partito. Ed il PD anche in rete mostra quanto mai evidente la spaccatura tra le diverse anime di un agglomerato dai tratti spesso paradossali, dove l’invocato ed annunciato cambiamento arriva non dal nuovo che avanza, ma dal vecchio che si ricicla (e spesso dalla parte un tempo avversa), dove nel direttivo trova posto il figlio dell’ex sindaco di centrodestra Castaldo (anche in questo caso, per carità, tutto legittimo, se ci sono i Letta che governano insieme dai banchi di PD e PDL), dove la parola ‘sinistra’ è un termine che è sparito, e non solo dal nome.

E basta dare un’occhiata a quanto accaduto per l’elezione del segretario provinciale, o quanto succede sul piano nazionale, per capire che il caso-PD a Giugliano non fa giurisprudenza, ed anzi riflette semplicemente la condizione di quello che – strano ma vero – pare sia il primo partito d’Italia.