Sepe lancia anatemi, Schiavone parla, Bassolino viene assolto. E le ecoballe?

Sepe lancia anatemi, Schiavone parla, Bassolino viene assolto. E le ecoballe?

NAPOLI – «Chi inquina non è in grazia di Dio e non può far la comunione», così tuonava l’arcivescovo di Napoli, il


NAPOLI – «Chi inquina non è in grazia di Dio e non può far la comunione», così tuonava l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, nella conferenza a margine dei lavori del Forum Internazionale Greeeaccord che si svolge a Castel dell’Ovo. Un anatema duro, ma anche una precisa indicazione a tutti i parroci della Terra dei Fuochi.

E mentre questa vasta area finisce sempre più sotto i riflettori, arrivando in parlamento ma divenendo anche oggetto di campagne pubblicitarie inopportune come nel caso della Pomì, che rivendica con fierezza l’utilizzo di pomodori coltivati esclusivamente al nord – ovvero in una delle zone più inquinate d’Europa – le dichiarazioni del pentito Schiavone continuano a fare rumore e svelano, con soli 20 anni di ritardo, un apparato di connivenza stato-malavita che ha permesso il massacro del territorio a beneficio dei profitti di criminali, politici e industriali.

Arriva, ciliegina sulla torta, l’assoluzione con formula piena per i 28 imputati del processo per i presunti illeciti nella gestione del ciclo dei rifiuti in Campania. Tra questi, i manager di Impregilo e Fibe. E soprattutto Antonio Bassolino, ex sindaco, presidente di regione e commissario straordinario all’emergenza rifiuti. Tutti liberi, tutti innocenti. Nessun reato.

A Napoli ci si prepara ad un nuovo corteo, previsto per il 16 dicembre. Tanti gli appelli di personaggi noti, ancora decine di migliaia i manifestanti previsti. Si chiederà la bonifica, il controllo, l’attenzione della politica, si chiederà anche di individuare i precisi responsabili. Perchè il dramma è sotto gli occhi di tutti, è vero, ma i colpevoli fanno molta fatica a venir fuori. Sia dai processi, sia dalle dichiarazioni dei pentiti.

E mentre le polveri più o meno sottili continuano ad offuscare la vista a chi avrebbe dovuto già da tempo intervenire, si fa avanti un nuovo angosciante interrogativo: ora che il processo sul ciclo rifiuti ci racconta che il fatto non sussiste e restituisce alle province i siti oggetto di indagine, compreso Taverna del Re, per le cosìdette ecoballe si farà di nuovo largo l’ipotesi inceneritore?