Settore agroalimentare, il momento più buio: crollo del 40% della produzione. E’ psicosi “Terra dei Fuochi”

Settore agroalimentare, il momento più buio: crollo del 40% della produzione. E’ psicosi “Terra dei Fuochi”

Frutta e ortaggi i prodotti più colpiti. Ma anche la mozzarella di bufala. Resistono vino e carni. Le associazioni di categoria invocano


Frutta e ortaggi i prodotti più colpiti. Ma anche la mozzarella di bufala. Resistono vino e carni. Le associazioni di categoria invocano una caratterizzazione dei suoli e un piano integrale di bonifiche

 

HINTERLAND – Il 2013 sarà ricordato come l’annus horribilis della Campania. Crolla la produzione di ortaggi e frutta. Meno 40% di vendite di mozzarelle di bufala. Centinaia di aziende del settore agroalimentare a rischio chiusura.

In questa debacle generalizzata regge soltanto il mercato del vino e delle carni. Ma è una magra consolazione. L’effetto psicosi generato dal dramma della “Terra dei Fuochi” ha procurato danni irreversibili all’economia campania.

Dalle pagine di Repubblica Napoli, è Vito Amendolara, presidente dell’Osservatorio per la dieta mediteranea e consulente della giunta Caldoro, a snocciolare il dato più allarmante: 35-40 % in meno di ortaggi e frutta prodotti negli ultimi mesi.

Ad arrestare l’ondata di fobia che sta investendo il mercato alimentare neanche le rassicurazioni che istituzioni e associazioni di categoria stanno facendo in queste settimane. Gennaro Mausiello, presidente regionale della Coldiretti, precisa che il danno è trasversale, nonostante la maggior parte delle aziende campane lavorino nel pieno rispetto delle regole.

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Anche il Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, di recente si è esposto in prima persona per sottolineare quanto i prodotti made in Naples siano fra i più controllati e sicuri d’Europa. Un’alzata di scudi che però non ha ancora innescato un’inversione di tendenza della fiducia dei consumatori.

E se i media non stanno giocando un ruolo positivo in questa crisi, le aziende concorrenti approfittano della stessa per affondare il dito nella piaga. Casi Pomì e MozzaRé sono gli ultimi due episodi di “concorrenza sleale” ai danni delle ditte campane del settore agroalimentare. Pubblicità allarmistiche e diffusione di dati parziali  stanno mettendo alla berlina il nostro territorio.

Per uscire da quest’empasse, i consumatori chiedono chiarezza. Sempre Vito Amendolara punta l’accento sulla necessità di un piano di bonifiche integrali e caratterizzazioni dei territori. Soltanto con un’adeguata attività di controinformazione si può salvare dalla crisi uno dei settori più prolifici della Regione.