Accusati di aver lanciato bombe al ristorante per debiti non pagati. In realtà vittime di una truffa

Accusati di aver lanciato bombe al ristorante per debiti non pagati. In realtà vittime di una truffa

La storia di Agostino Capone di Giugliano e di suo padre Antonio, accusati ingiustamente di un raid punitivo nei confronti dei proprietari del


scarcerato giugliano musicista

La storia di Agostino Capone di Giugliano e di suo padre Antonio, accusati ingiustamente di un raid punitivo nei confronti dei proprietari del ristorante La Contrada 

 

NAPOLI – Accusati di avere lanciato delle bombe carta a fini minatori nelle porte del ristorante “La contrada” di Aversa per cui era stata emessa dal gip presso il tribunale Napoli nord, dott. Buccino Grimaldi, ordinanza di custodia cautelare, sono stati liberati dal tribunale del riesame Capone Agostino e Capone Antonio.

Il collegio difensivo composto dagli avvocati Antonio Dell’Aquila e Crescenzo Maisto ha dimostrato l’estraneità dei due indagati padre e figlio, ai reati contestati. In realtà da quanto emerso dalle indagini difensive i due sarebbero state vittime di una truffa messa in piedi dal gestore del ristorante Esposito Walter per una cospicua somma di denaro.

La truffa avrebbe riguardato non solo i Capone ma anche altri diversi soggetti che si erano fidati dell’Esposito ex funzionario di banca per investire i loro risparmi mentre in realtà i soldi andavano a finire nelle sue tasche. La truffa è andata avanti per oltre in decennio. Diverse centinaia di migliaia di euro le somme sottratte a diversi risparmiatori. Ieri la decisione dei giudici del riesame che ha annullato l’ordinanza restrittiva