Da Melito al Mose di Venezia, passando per Dubai. Il grande sogno di Cesare è diventato realtà

Da Melito al Mose di Venezia, passando per Dubai. Il grande sogno di Cesare è diventato realtà

Il giovane ingegnere, classe ’84, originario di Via Roma, è alle prese con uno dei più importanti progetti di ingegneria marittima al


Il giovane ingegnere, classe ’84, originario di Via Roma, è alle prese con uno dei più importanti progetti di ingegneria marittima al mondo. Ma per realizzarsi è dovuto andare negli Emirati Arabi

 

VENEZIA – Cesare Bizzarro sapeva già da piccolo che cosa avrebbe fatto da grande. Mentre tutti i suoi amici sognavano di diventare astronauti e calciatori, a 10 anni, fra le mura della sua casa di Melito, a pochi passi dalle Colonne di Giugliano, lui disegnava piantine e strade.

Il MOSE in costruzione
         Il MOSE in costruzione

E fra i disegni e il varo del primo cassone del Mose di Venezia, il grande sistema di barriere mobili ideato contro l’acqua alta della Laguna, progetto in cui Cesare veste i panni di assistente tecnico del direttore di cantiere, il passo è stato lungo. Di mezzo un diploma di Liceo Scientifico ai Salesiani al Vomero, poi i 6 anni trascorsi a sgobbare alla Facoltà di Ingegneria Civile della Federico II (con specialistica in Ingegneria dei Sistemi Idraulici nel 2009), e infine un anno, il 2010, il secondo dopo lo scoppio della grande crisi, contrassegnato da incertezze e dubbi sul proprio futuro. Finché, proprio quando stava per spiccare il volo per un master al TU Delft in Olanda, viene contattato dalla Sogreah, colosso delle opere marittime: destinazione Dubai.

Cesare a Dubai
                    Cesare a Dubai

“Due anni fantastici”, racconta Cesare. “Non mi sono fatto scoraggiare. La rabbia di non essere valorizzato nel mio Paese era forte. Ma la voglia di fare ciò che sognavo sin da piccolo era ancora più forte delle difficoltà. Ho costruito così il mio giro di amicizie, mi sono integrato nel nuovo ambiente conciliando vita privata e lavoro”. E fra i grattacieli eretti in mezzo al deserto della penisola arabica, nei panni di ingegnere marittimo, ha partecipato alla costruzione di isole artificiali, porti commerciali e turistici.

Poi la Sogreah decide di mandarlo in Qatar, nella villa privata dello sceicco Al Thani. Obiettivo: mettere su un porto privato per il ricco emiro qatarino. Ma sono 6 mesi di isolamento per Cesare: “Solo lavoro. Non stavo bene come a Dubai”. Così decide di interrompere il rapporto lavorativo con la Sogreah e da “cervello in fuga” rimpatria nel Belpaese grazie alla Grandi Lavori Fincosit, società romana incaricata di costruire il più grande sistema di paratie al mondo per la difesa di Venezia dalle ondate dell’acqua alta. “Ma neanche qui è stato facile integrarmi. All’inizio c’era diffidenza nei miei confronti, soprattutto perché venivo dal Sud. Poi sono riuscito a farmi apprezzare guadagnandomi simpatia e rispetto”. Cesare sarà impegnato per i prossimi due anni al fianco dell’ingegnere direttore di cantiere fino alla conclusione dei lavori al Lido di Venezia.

E dopo? “Se ci sarà lavoro in Italia, cercherò di restare qui. Altrimenti mi piacerebbe andare in America o di nuovo a Dubai, che sarà ospite dell’Expo 2020”. Ma forse in cuor suo, il sogno di Cesare resta quello di lavorare in Campania, nella città più bella del mondo.