Giugliano al tempo dei commissari, l’opinione pungente di Mattia Pascal

Giugliano al tempo dei commissari, l’opinione pungente di Mattia Pascal

Differenziata nulla e Tares alle stelle, edilizia immobile e ‘mattoni sempre più selvaggi’, quali soluzioni per la città? [dropcaps round=”no”]S[/dropcaps]ono tante le


Differenziata nulla e Tares alle stelle, edilizia immobile e ‘mattoni sempre più selvaggi’, quali soluzioni per la città?

[dropcaps round=”no”]S[/dropcaps]ono tante le volte che ho sentito dire che la peggiore amministrazione è più efficiente del migliore commissario prefettizio. Pensavo fosse il solito luogo comune per chi critica sempre chi governa, vuoi che siano i politici a farlo vuoi che siano i commissari prefettizi. Se però si prova a fare un bilancio di questo già lungo periodo di commissariamento del comune di Giugliano devo ricredermi. Specie se si tiene conto che i commissari prefettizi o straordinari hanno contemporaneamente i poteri del consiglio comunale e quelli del sindaco e della giunta senza poi contare il potere psicologico che esercitano sui dirigenti. Non devono poi rispondere all’elettorato e tanto meno ai partiti politici. Lontani dalle pastoie burocratiche e dalla mediazione della politica le loro scelte dovrebbero per questo essere più celeri ed incisive. Ma così non è.

È ormai da agosto che in città il servizio di raccolta dei rifiuti è gestito dalla nuova ditta. Nonostante esso costerà quasi due milioni di euro in più -somma che comprende anche il ribasso risibile con cui il servizio è stato aggiudicato – la questione rifiuti non sembra sia minimamente migliorata. Non sono scomparsi i soliti cumuli di rifiuti agli angoli delle strade del centro e sono ancora presenti le mini discariche sulla fascia costiera. Se parliamo della raccolta differenziata il fallimento è ancora più evidente. Durante l’amministrazione Pianese in alcuni periodi si era arrivati anche al 25 per cento. Percentuali comunque basse se raffrontante con quelle di altre città della provincia, ma sicuramente migliori del 9 per cento attuale nonostante sia accresciuta nel frattempo nei giuglianesi la coscienza di dover contribuire con la differenziazione dei rifiuti alla soluzione di un problema che specie nel nostro territorio ognuno ha vissuto sulla propria pelle. Se si pensa che il costo di un servizio così scadente graverà in gran parte sulla Tares che a Giugliano è una delle più alte d’Italia, ci si rende conto del perché i cittadini si sentano truffati. È di appena qualche giorno fa un servizio televisivo di quelli di “striscia la notizia” richiamati in città da un video girato sul web e pubblicato proprio dal “ilmeridianonews” che riprendeva gli operatori ecologici a sversare nello stesso automezzo mischiando l’indifferenziato, l’umido e la plastica. Per strada e sotto gli occhi di cittadini increduli e sempre più sfiduciati.

Ormai dopo essere andata in fumo la scorsa stagione balneare con il sequestro di tutti gli stabilimenti, gli operatori turistici sperano almeno di salvare la prossima stagione e con essa anche il lavoro di tanti giovani che venivano occupati nel periodo estivo sui lidi. Giace nei cassetti del comune il Piano spiagge che la precedente amministrazione aveva fatto redigere con il contributo di valenti esperti dell’Universita di Napoli, luminari della facoltà di architettura, per cercare dopo anni di promesse da parte della politica, di valorizzare finalmente quel tratto di mare del nostro territorio. Chi ha avuto modo di visionarlo si è reso conto che si tratta di uno strumento urbanistico che tende a ripristinare innanzitutto la legalità. In esso è previsto l’abbattimento di tutte le opere abusivamente realizzate nel corso degli anni a ridosso del mare. L’abbattimento dei muri e l’apertura di nuovi varchi dovrebbero restituire la visuale del mare dalla strada e la previsione di nuove spiagge libere dovrebbero rendere fruibile il mare anche ai meno abbienti. Tuttavia nonostante il progetto abbia scontato durante la passata consiliatura tutti i passaggi previsti dalla legge non si riesce a comprendere i ritardi della sua pubblicazione e conseguente applicazione. E sempre per restare sulla fascia costiera restano nei cassetti del comune anche diversi progetti coperti da risorse economiche, di strade e fogne le cui gare dovrebbero essere solo bandite e la cui realizzazione bonificherebbe tutta quella zona che mai come in quest’ultimo anno vive un degrado che non si era mai visto di queste dimensioni. Da terzo mondo. Strade che sembrano mulattiere e allagamenti di case e abitazioni alla comparsa della prime piogge.

[alert type=info title=”sono aumentati nell’ultimo anno anche i reati urbanistici“]Il ripristino della legalità, era questo il principale obiettivo del decreto di scioglimento dell’allora ministro degli interni signora Cancellieri. Questo sarebbe il momento migliore per evadere le circa undicimila pratiche di richieste di condono urbanistico arretrate. Adesso che è aumentato anche il personale non ci sono più giustificazioni. Eppure sembra che le pratiche evase nell’ultimo periodo si possano contare sulle dita di una sola mano. Senza il rilascio delle concessioni in sanatoria si finisce col bloccare tutto il settore immobiliare, su cui si fonda principalmente l’economia della città, facendo mancare assieme a tanti posti di lavoro anche una delle più consistenti entrate economiche del comune con il rischio di azzerare quel consistente tesoretto lasciato dall’amministrazione politica nella casse dell’ente. E sempre in tema di legalità ed in spregio ad essa dobbiamo constatare che sono aumentati nell’ultimo anno anche i reati urbanistici. Gli ultimi dati del Marsec, il sistema satellitare di telerilevamento attraverso il quale si era quasi eliminato l’abusivismo edilizio sul nostro territorio, pare abbiano evidenziato un aumento di manufatti abusivi.[/alert]

Tempi lunghissimi anche per il completamento di opere pubbliche già da anni avviate. Piazza Gramsci ne è un esempio. E delle opere finanziate dal Programma Più Europa nemmeno si vede l’inizio. Non si sa quanto inizieranno i lavori per il Corso Campano, per il restauro delle chiese della Maddalena, delle Concezioniste, del Purgatorio. Nemmeno apre il cantiere per i lavori previsti nella zona di Campopannone e via Pigna. Il nuovo palazzetto dello sport è completo ma non lo si assegna. Lo stadio è inagibile e nessuna decisione viene presa per restituirlo alla città e alla squadra locale che intanto deve subire la mortificazione di giocare le proprie partite su altri campi.

Volendo tacere sullo scandalo dell’inchiesta denominata “mattone selvaggio” dove sembra che qualche vigile che oggi riveste ruoli apicali non fosse rimasto proprio estraneo allo stesso procedimento penale…

Nonostante sia cambiato il vertice del comando della polizia municipale il traffico come sempre in certi orari paralizza la città. Le autovetture sostano impunemente ancora sui marciapiedi e nelle strisce riservate ai disabili. Sta aumentando il numero di coloro che circolano sui motocicli senza casco. Aumentano intanto anche i gradi di qualche ufficiale che da maggiore passa a colonnello. Per chi non ha fatto il servizio militare diventa difficile comprendere i motivi e i presupposti che rendono possibile una promozione non attraverso un concorso ma addirittura con un provvedimento dirigenziale. Si immagina però che uno di questi sia il raggiungimento di determinati obiettivi e la qualità del compito svolto. Volendo tacere sullo scandalo dell’inchiesta denominata “mattone selvaggio” dove sembra che qualche vigile che oggi riveste ruoli apicali non fosse rimasto proprio estraneo allo stesso procedimento penale, ci sarebbe da interrogarsi sugli obiettivi positivi raggiunti. Da anni la città risulta afflitta in tema di viabilità dai soliti ormai atavici problemi. Però sarebbe adesso ingeneroso addebitare la mancata soluzione di essi al nuovo comandante che solo da qualche mese è arrivato in città e al quale anche per mostrare la grande ospitalità dei giuglianesi non possiamo che augurare nel frattempo un grande in bocca al lupo e rimandiamo tra qualche mese qualsiasi giudizio.

Non si sa se corrisponde al vero, ma pare che la triade dei commissari costi ogni mese al comune quanto costava l’intero consiglio. Qualcuno insinua addirittura che comprendono anche i costi del sindaco e dell’intera giunta. Senza voler attribuire le caratteristiche divine che generalmente si attribuiscono alla voce del popolo riportiamo la notizia col beneficio d’inventario in attesa che qualcuno a tal proposito applicando il principio della trasparenza di cui sempre ci si riempie la bocca, ci voglia illuminare e rasserenare che così non è.