Liberevocifestival 2013: grande successo di pubblico e critica

Liberevocifestival 2013: grande successo di pubblico e critica

Il direttore artistico Francesco Mennillo: «nessun aiuto istituzionale. Abbiamo fatto tutto da soli» GIUGLIANO – Si conclude con successo, come gli scorsi anni, l’edizione


Il direttore artistico Francesco Mennillo: «nessun aiuto istituzionale. Abbiamo fatto tutto da soli»

GIUGLIANO – Si conclude con successo, come gli scorsi anni, l’edizione 2013 del LiberevociFestival, kermesse canora ideata dal cantautore e direttore artistico Francesco Mennillo.

Per il sesto anno di fila, il V Circolo Didattico di Giugliano  ha dato la possibilità a tanti giovani di poter esprimere le proprie potenzialità di cantanti ed interpreti allo slogan de “La Musica E’ Tutto’’.

Nella serata di domenica, la seconda ed ultima del festival, 15 ragazzi della categoria “cover’’ hanno guadagnato il palco esibendosi dinanzi ad un folto pubblico.

A trionfare, è stato Emanuele Sorrentino di soli 16 anni che ha convinto la giuria di esperti reintepretando “All in love is fair’’ di Stewie Wonder. «Un’emozione indescrivibile vincere il LiberevociFestival.  Ora ci sono diversi sentimenti che prevalgono in me, contentezza ma anche confusione. In questo festival ci si sente parte integrante è questa la vera arma in più rispetto ad altri concorsi canori. Anche la scelta di cantare Stevie Wonder nasce dalla passione e dalle emozioni che le sue note riescono a suscitarmi» afferma il giovane vincitore, che tra l’altro sogna di diventare un assistente sociale «per aiutare chi è più in difficoltà».

Stanchi e soddisfatti anche Francesco Mennillo  ed il fratello minore Marco, che insieme a Marina Melluso hanno presentato la seconda serata di quest’edizione del festival.  «Lavoreremo sui vincitori e sui loro progetti musicali» afferma il direttore artistico Francesco Mennillo riferendosi oltre che ad Emanuele Sorrentino anche a Nadia Grace, vincitrice della categoria “canzoni nuove’’, con il brano “Polvere’’. «Come ogni anno abbiamo tenuto presente il fattore sociale. Quest’anno si è fatto riferimento alla Terra dei Fuochi alla quale è dedicata anche la mia ultima fatica musicale “Malato di Rancore”. Il nostro festival – prosegue il cantante –  si presenta, tra tante metastasi, uso questa frase, come un organo positivo della città di Giugliano,  terza città della Campania e che non ha un teatro pubblico. Abbiamo fatto tutto da soli anche quest’anno, non abbiamo ricevuto nessun contributo istituzionale e questa cosa, come ho già fatto durante la kermesse, ci tengo a ribadirla. Nonostante la mancanza d’appoggio da parte della politica però IO ME NE FOTTO e continuo a fare il Liberevoci Festival».

Marco Mennillo, sottolinea invece «quanto grazie a Libervoci anche io sono cresciuto sia musicalmente che come presentatore. Quando abbiamo cominciato, io e mio fratello, ero piccolissimo d’età. Agli artisti consiglio di intraprendere un percorso davvero a loro congeniale. Scegliendo con la propria testa». «Io dico loro di viaggiare, perché il viaggio allarga la mente, aumentano gli sbocchi musicali anzitutto come ascolti. Bisogna scoprire in prima persona l’umanità musicale che trovi in altri territori» gli fa eco Francesco Mennillo.