Melito, l’amministrazione intende aderire allo Strumento Integrato per le Attività Produttive

Melito, l’amministrazione intende aderire allo Strumento Integrato per le Attività Produttive

L’assessore Curcio: «lo strumento normativo è vecchio di 13 anni»  MELITO – In un periodo nel quale anche le attività produttive di


L’assessore Curcio: «lo strumento normativo è vecchio di 13 anni»

 MELITO – In un periodo nel quale anche le attività produttive di Melito sono in difficoltà, diversi possono essere gli accorgimenti da poter adottare per uscire dal tunnel della crisi.

A tal proposito, uno strumento ad hoc, è il cosiddetto Siad, che regolamenta la programmazione e la pianificazione dell’apparato distributivo in riferimento alle attività commerciali sul territorio, tenendone ben presente la conformazione.

Il Siad esiste dal 2000(Decreto Legislativo 114/1998 e Legge 1/2000) ma il Comune di Melito, nonostante fosse in pratica obbligato, non ha mai aderito.

Per l’assessore alle attività produttive Stefano Curcio «può essere senza dubbio uno strumento importante al quale attingere per regolamentare e far crescere le attività produttive soprattutto in un periodo di crisi. La sua adozione però – continua Curcio – è legata essenzialmente alla redazione del Piano Regolatore Generale che per la città di Melito ancora non c’è. In ogni caso, nonostante la legge sia addirittura di 13 anni fa, non è mai stata adottata dal Comune. Posso dire con certezza che l’amministrazione Carpentieri reputa il Siad uno strumento importante».

Il nuovo Piano Regolatore, condizione essenziale per avviare una zonizzazione, mappatura e dislocazione delle attività commerciali, pare sia in dirittura d’arrivo, quindi c’è ottimismo perché il Siad sia in tempi brevi attivato.

Il presidente della Confcommercio Antonio Papa afferma:«la Legge nazionale impone l’adozione di un piano di distribuzione delle attività produttive sul territorio. Spero che il Comune di Melito, una volta redatto il Piano Regolatore, farà fronte a questa mancanza alla quale, da anni, l’associazione di categoria chiede di sopperire».