Misero a segno un colpo a Cesena da 96mila euro. Arrestati tre napoletani

Misero a segno un colpo a Cesena da 96mila euro. Arrestati tre napoletani

Si tratta di due uomini di Caivano e uno di Marano. Incastrati dagli inquirenti grazie alle immagini di videosorveglianza   CESENA –


Si tratta di due uomini di Caivano e uno di Marano. Incastrati dagli inquirenti grazie alle immagini di videosorveglianza

 

CESENA – Le immagini di videosorveglianza li hanno incastrati. Tre napoletani, uno di Marano, Massimo Marangio, e gli altri due di Caivano, Carmine Falco e Luigi di Paola, sono stati assicurati alla giustizia dalla Compagnia dei Carabinieri di Cesenatico su esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare firmata dal Gip di Forlì.

I tre uomini, secondo l’accusa, avrebbero messo a segno una rapina ai danni della Cassa di Risparmio di Gatteo in Via Roma lo scorso 4 ottobre, portandosi via dalle casse dell’istituto di credito un bottino da 96mila euro.

Sempre in base alla ricostruzione fornita dagli inquirenti, i tre avrebbero soggiornato la notte prima del colpo in un agriturismo di Pesaro. Poi, la mattina seguente, avrebbero dato esecuzione al loro piano. Marangio, già noto alle forze dell’ordine per altre rapine messe a segno al Nord Italia (Liguria, Toscana, Veneto, Marche), è entrato nella banca fingendosi cliente. A quel punto ha estratto un cutter minacciando i clienti. Subito dopo sarebbero sopraggiunti i due complici di Caivano, che avrebbero tenuto in ostaggio circa venti persone in attesa che si aprisse la cassaforte regolata da un temporizzatore.cassadirisparmiocesena

I tre sarebbero scappati poi dall’istituto di credito a piedi e la fuga sarebbe proseguita a bordo di una Fiat Doblò e di una Opel Meriva. I inquirenti hanno identificato i tre come autori della rapina grazie all’esame incrociato dei fotogrammi delle telecamere di videosorveglianza dell’istituto di credito e quelle delle videocamere dei caselli autostradali di Valle del Rubicone e Pesaro-Urbino. Fra gli indizi decisivi anche la mancanza di una falange del dito medio di uno dei tre rapinatori.

Le indagini intanto proseguono. Non si esclude infatti che i tre abbiano messo a segno anche altri colpi in Emilia Romagna sulla base di un vero e proprio sodalizio criminale. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere hanno raggiunto i tre uomini nelle loro abitazioni di Napoli. I parenti degli indagati avrebbero opposto resistenza all’azione delle forze dell’ordine.