Renzi-ufo nella Terra dei Fuochi, la nuova strategia mediatica del rottamatore

Renzi-ufo nella Terra dei Fuochi, la nuova strategia mediatica del rottamatore

La visita di Renzi nella Terra dei Fuochi si è svolta in sordina. Manco si trattasse di un pellegrinaggio a Lourdes, o


La visita di Renzi nella Terra dei Fuochi si è svolta in sordina. Manco si trattasse di un pellegrinaggio a Lourdes, o di un matrimonio gay in Scandinavia. Il rottamatore che nelle ultime settimane è trasmigrato da un canale televisivo all’altro per conquistare il primo podio delle primarie ha spento i riflettori sulla sua prima visita ufficiale da neo-segretario del Pd nel Sud Italia.

Perché? Se lo staranno chiedendo tanti campani. La ragione risponde a una precisa strategia mediatica. L’abilità (o furbizia, che dir si voglia) di Renzi nell’uso sapiente dei media si manifesta anche in queste circostanze. Come ogni buon comunicatore, il sindaco di Firenze sa quando alzare il volume del microfono e quando abbassarlo. Negli ultimi anni la visita nella Terra dei Fuochi è diventata una passerella obbligata per tanti, troppi politici. Più si scende “fra la gente”, fra i problemi ”reali” del Paese, più l’appeal del politico aumenta.

Certo, Renzi non poteva sottrarsi all’incombenza istituzionale di visitare un luogo come il nostro. Però, se vuole accreditarsi come rottamatore della vecchia classe dirigente, lo deve fare in forme diverse, infrangendo anche il luogo comune di chi lo vede come un politico pieno di carisma, ma povero di contenuti.  Quindi la scelta migliore era questa: una visita discreta, “in forma privata”, in perfetta controtendenza rispetto alle operazioni mediatiche degli altri visitatori che l’hanno preceduto.

taverna del reI benefici sotto il profilo dell’immagine non si fermano qui. Oltre a quello pratico di evitare contestazioni pubbliche da parte dei comitati, il riserbo sulle tappe del suo viaggio nella Terra dei Fuochi è stato talmente forte che si è ammantato di religioso mistero. Tutti hanno tenuto la bocca cucita. I piddini locali ignoravano (o fingevano di ignorare) in quale discarica o sito di stoccaggio si sarebbe materializzato il Messia. Un’attività di depistaggio lo dava alla Resit intorno alle 10 del mattino. Ma lui ha preso tutti in contropiede e si è recato a Taverna del Re, lontano dagli obiettivi delle telecamere. Tanto che resta il dubbio se la sua apparizione fra le piramidi di rifiuti sia stata reale, o un semplice atto di fede. C’è chi l’ho avvistato di recente a Casal di Principe nella casa di Don Peppino Diana. Altri, subito dopo, ad Aversa in visita dal vescovo Spinillo. E quei pochi scatti sfocati che lo immortalano in queste ore nelle nostre terre valgono come prove inconfutabili per scettici e negazionisti. Renzi qui c’è stato per davvero. Altro che montatura.

Miracoli della politica 2.0. In un’epoca contrassegnata dalla sovra-esposizione mediatica, il rottamatore prende le distanze dal vecchio mondo delle tv e dei talk show mettendosi in penombra. Perché non si dica che è un piccolo Berlusconi in cerca di fama e successo. Lui è un politico nuovo. Che fa e non dice. Misurato e serioso. Ecco: un politico da Prima Repubblica. Quasi in stile Bassolino (tra l’altro suo accanito fan).