Soddisfazione della classe politica sul decreto per la Terra dei Fuochi

Soddisfazione della classe politica sul decreto per la Terra dei Fuochi

Il presidente della Regione Caldoro: «Parte il lavoro comune sulla Terra dei fuochi». Il consigliere regionale di FI Mafalda Amente: «La certezza


Il presidente della Regione Caldoro: «Parte il lavoro comune sulla Terra dei fuochi». Il consigliere regionale di FI Mafalda Amente: «La certezza di una pena severa per chi appicca roghi è il primo gradino di una scala ripida»

TERRA DEI FUOCHI – Non si sono fatte attendere le dichiarazioni della politica dopo il “sì” del Consiglio dei Ministri al decreto legge sulla Terra dei fuochi.

Il presidente della regione Campania Stefano Caldoro, che ha preso parte alla riunione romana, ha commentato a caldo: «Dal governo ok alle richieste della Regione e dei cittadini. Parte il lavoro comune sulla Terra dei fuochi».

Grande soddisfazione è stata espressa dal consigliere regionale di Forza Italia Mafalda Amente: «E’ un passo in avanti reale che può riavvicinare i cittadini delle nostre terre alle istituzioni, con la salute non si scherza. Si è arrivati al raggiungimento di questo significativo obiettivo grazie all’impegno profuso dalla regione Campania, che ha creato, in special modo negli ultimi mesi, una sinergia importante con il governo centrale per far sì che si passasse dalle parole ai fatti nel minor tempo possibile. La certezza di una pena severa per chi si rende responsabile dei roghi di rifiuti è il primo gradino di una scala ripida, in cima alla quale vi è il recupero delle terre colpite dallo sversamento illegale di materiale di risulta di ogni genere».

«Il cosiddetto decreto Terra dei fuochi approvato oggi in Consiglio dei Ministri è un provvedimento importante, che potrà essere ulteriormente migliorato nel suo passaggio alla Camera» commenta Ermete Realacci (Pd), presidente della commissione Ambiente della Camera. «Questo provvedimento – precisa Realacci – permetterà di affrontare meglio l’emergenza bonifiche, di alzare l’asticella della legalità e di rafforzare l’azione di contrasto alle ecomafie e ai clan che si sono arricchiti con lo smaltimento illegale di rifiuti».

«Prendo atto con soddisfazione dell’annunciato inserimento nel decreto legge sull’emergenza nella Terra dei fuochi della possibilità che, nel contrasto alla criminalità ambientale, siano impiegati anche i militari, impiego che già da alcune settimane la commissione Difesa aveva proposto, come peraltro correttamente riconosciuto anche dal governo», afferma in una nota Elio Vito, presidente della Commissione Difesa della Camera.

«Bene l’approvazione da parte del Governo del decreto sulla Terra dei fuochi». A dichiararlo, in un comunicato congiunto, sono Enzo Amendola, deputato e segretario regionale del Pd Campania, e Raffaele Topo, capogruppo Pd al Consiglio regionale della Campania. «E’ un punto di partenza importante con il quale il Governo fa la propria parte, si assume le proprie responsabilità, risponde alle preoccupazioni dei cittadini e mantiene gli impegni che ha assunto con i territori della Campania. Ora spetta alla regione Campania e tutti gli Enti locali fare il proprio lavoro per assumerci come comunità campana la responsabilità di cancellare questa tragedia, a partire dall’impegno di finanziare alcune essenziali attività di controllo».

«Il decreto per la Terra dei fuochi rappresenta, finalmente, un cambiamento di direzione. Un segnale concreto per restituire speranza e dignità ad una terra per troppo tempo martoriata e umiliata dall’assenza e dal disinteresse colpevole dei governi che si sono succeduti in questi anni» afferma Pina Picierno, responsabile Lotta alle Mafie e Legalità del Partito democratico e membro della Commissione Antimafia.

«Quanto emerso dimostra come la popolazione locale sia riuscita con le sue lotte a richiamare l’attenzione nazionale. Ci tengo a sottolineare l’importanza dell’introduzione del reato di combustione dei rifiuti e dell’avvio del processo di mappatura dei terreni. L’attenzione deve comunque restare alta, perché per attuare la bonifica delle terre inquinate occorre trovare risorse concrete. Anche le altre regioni devono fare la loro parte e devono tenerne conto, perché si tratta di un problema di portata nazionale», commenta il consigliere provinciale Pdl Francesco Guarino.

«Si tratta di un provvedimento di enorme importanza per la nostra intera comunità. Ora sta a tutte le istituzioni, a partire dagli enti locali, fare fronte comune per bonificare i terreni inquinati e sconfiggere la criminalità organizzata», fa sapere il segretario provinciale del Pd Napoli e sindaco di Melito Venanzio Carpentieri.

«Al di là della repressione e delle prevenzione occorre che le istituzioni facciano chiarezza sui livelli di inquinamento di questi territori». A chiederlo il giudice della Corte di Cassazione Raffaele Cantone durante il confronto sulla Terra dei fuochi organizzato a Napoli dall’Ordine degli psicologi della Campania.

«Ben venga la repressione, ma ora serve la mappatura delle terre inquinate», dichiara don Maurizio Patriciello, il prete diventato simbolo della lotta contro il biocidio della Terra dei fuochi. «Ora servono leggi in grado di bloccare il fenomeno degli sversamenti abusivi sulle nostre terre dei rifiuti provenienti dall’intero territorio italiano». Secondo don Maurizio le attività «in nero» – come quella emersa a Prato, dove sette operai cinesi sono morti in un incendio – producono anche «scarti in nero», cioè «rifiuti che non possono essere smaltiti alla luce del sole e che finiscono per essere interrati nella Terra dei Fuochi». «Il problema – precisa don Patriciello – lo risolveremo sicuramente con la repressione, che è il primo atto, ma poi anche andando a incidere seriamente sulla tassazione di queste fabbriche e sulla sistemazione delle loro attività. Se si continua a produrre in nero, e noi facciamo finta di non vedere, il problema non troverà mai una vera e definitiva soluzione».