Terra dei Fuochi, arrestato Cipriano Chianese. La mente delle ecomafie

Terra dei Fuochi, arrestato Cipriano Chianese. La mente delle ecomafie

L’avvocato di Parete (CE), è accusato di aver “inventato” il traffico di sostanze tossiche dalle ricche industrie del Nord Italia alle terre


L’avvocato di Parete (CE), è accusato di aver “inventato” il traffico di sostanze tossiche dalle ricche industrie del Nord Italia alle terre agricole del Sud. Secondo un pentito commissionò l’omicidio del magistrato che stava indagando su di lui

 

TERRA DEI FUOCHI –  Gli uomini della Dia hanno arrestato Cipriano Chianese, 62 anni, imprenditore-avvocato di Parete (CE). L’uomo, per conto dei Casalesi,  ha inventato e gestito il traffico illecito dei rifiuti dal nord alla Terra dei Fuochi. E’ accusato di aver estorto quote e gestione di una società di trasporti, la Mary Trans, attiva nel trasporto di persone e di rifiuti solidi urbani e speciali. Chianese, già ai domiciliari, è stato portato in carcere.

L’azione estorsiva del colletto bianco dei Casalesi, si è concretizzata dapprima con minacce verbali, poi con l’annuncio di un intervento dei boss, infine, con l’imposizione ai titolari, in cambio “dell’incolumità personale”, di recarsi in una località del Casertano per sottoscrivere il passaggio delle quote a favore di suo fratello Francesco. Insieme all’imprenditore, la Dia ha arrestato anche Carlo Verde, 37 anni, suo collaboratore.

Cipriano Chianese è stato il primo a essere rinviato a giudizio, in Italia, negli anni ’90 per disastro ambientale ed avvelenamento delle falde acquifere. Ad aprile, per ordine del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, gli sono stati confiscati beni per 82 milioni di euro, che erano stati sequestrati nel dicembre del 2006.

Non bastasse il quadro sin qui emerso, secondo un pentito Chianese commissionò per un milione di euro l’omicidio di un magistrato della Dda di Napoli che stava indagando sul suo conto. A rivelarlo è la persona incaricata dell’assassinio, nel frattempo diventato collaboratore di giustizia. Al pentito si rivolse, per conto di Chianese, Carlo Verde (l’altro arrestato). Il progetto, riferisce ancora il collaboratore di giustizia, non andò in porto perché Chianese, il 4 gennaio del 2006, venne arrestato