Cari estinti al buio, il caso bollette al cimitero di Giugliano. Cittadini sul piede di guerra

Cari estinti al buio, il caso bollette al cimitero di Giugliano. Cittadini sul piede di guerra

Tanti utenti risultano morosi per il canone delle luci votive. Ma i documenti sono in regola. Truffa o solo cattiva gestione? GIUGLIANO


Tanti utenti risultano morosi per il canone delle luci votive. Ma i documenti sono in regola. Truffa o solo cattiva gestione?

GIUGLIANO – Nell’aldilà la luce risplende perpetua, ma nell’aldiqua i defunti rischiano di restare al buio. Al cimitero di Giugliano l’illuminazione votiva, gestita dall’Alfano group, piccolo colosso napoletano del settore, sta diventando off-limits. Secondo quanto apprende il Meridiano News, molti cittadini riscontrano problemi con il pagamento della bolletta annuale.

Mix di coincidenze? La trafila che ci hanno raccontato è simile. Recatosi allo sportello dei servizi cimiteriali per il versamento del canone, dallo sportellista di turno il parente del caro estinto si vede negare la possibilità del rinnovo per presunta morosità. “Non avete pagato il canone dell’anno scorso”, la giustificazione accampata dal dipendente.

Così, preso alla sprovvista, col dubbio di non aver ottemperato al proprio dovere, il cittadino torna a casa. Spulciando fra documenti e cartelline, pesca la ricevuta della bolletta dell’anno precedente e ritorna baldanzoso dallo sportellista per sventolare dinnanzi ai suoi occhi la prova del pagamento. Lo sportellista dà un’occhiata alla ricevuta, la esamina, la rigira e con molta nonchalance risponde: “Avete effettuato il pagamento alla posta privata? Avranno intascato i soldi, a noi non risulta che abbiate pagato”.

yourimage (6)A quel punto il cittadino, spazientito, corre all’ufficio postale per chiedere spiegazioni. Dopo qualche giorno di attesa, ottiene come prova del pagamento una copia del C.R.O. (Codice Riferimento Operazione) del bonifico effettuato dall’ente postale sul conto corrente dell’Alfano group (come si evince dal documento a destra fornitoci da un nostro lettore vittima della kafkiana situazione). Ma quando l’utente pensa finalmente di essere in possesso della prova che possa restituire la luce al proprio caro estinto, recatosi per la terza volta allo sportello per il pagamento, l’addetto-Minosse, con burocratica tenacia, continua a ritenerlo moroso “perché così risulta dal nostro database”.

Risultato? Il cittadino si trova costretto a pagare la bolletta dell’anno precedente due volte, altrimenti corre il rischio che il proprio estinto riposi al buio. Resta il mistero su dove siano finiti i soldi versati da tutti gli utenti che abbiano scelto di pagare il canone tramite posta privata. Invitiamo i cittadini che abbiano riscontrato lo stesso disagio a contattare la nostra redazione. Occorre fare luce – è proprio il caso di dirlo – su una vicenda che potrebbe nascondere qualche oscuro raggiro.