Emendamento anti-inceneritore dei 5 Stelle, la Camera vota contro. Bufera sui parlamentari Pd di Napoli Nord

Emendamento anti-inceneritore dei 5 Stelle, la Camera vota contro. Bufera sui parlamentari Pd di Napoli Nord

La maggioranza boccia la proposta M5S. Scoppia la polemica in rete. Rostan e Palma: «Emendamento ambiguo e avulso dal contesto del ddl»,


La maggioranza boccia la proposta M5S. Scoppia la polemica in rete. Rostan e Palma: «Emendamento ambiguo e avulso dal contesto del ddl», Micillo: «Più che la salute poté il business»

 

ROMA – 116 voti favorevoli e 324 contrari. Sono questi i numeri che inchiodano la politica nazionale a un dato inequivocabile: la maggioranza della Camera ha bocciato l’emendamento proposto dal M5S – ed appoggiato da Sel – all’art. 2 del disegno di legge 1885 A., che introduceva il divieto di nuovi inceneritori nella Terra dei Fuochi.

Mentre la notizia, lanciata su facebook dal cinquestelle Salvatore Micillo, faceva il giro del web, diventavano bersaglio di attacchi feroci i parlamentari del Pd eletti nelle circoscrizioni di Napoli Nord, Giovanna Palma e Michela Rostan, che hanno votato contro l’emendamento. Le due piddine si sono sempre dette contrarie all’inceneritore di Giugliano, ma ora, secondo decine di utenti, appoggerebbero l’ipotesi dell’impianto pur di obbedire alle direttive del partito di Matteo Renzi, da sempre pro-inceneritore.

michela_rostan«La mia posizione sull’argomento è chiara – prova a smarcarsi Michela Rostan (Pd) – Io sono contraria all’inceneritore di Giugliano, perché un territorio già martoriato non può ospitare un impianto simile. Ma se si dovessero individuare in Campania altri siti adatti per costruire impianti di ultima generazione, se ne può discutere». Sul caso dell’emendamento, la Rostan fa capire che la proposta dei grillini era avulsa dal contesto normativo dell’art. 2, previsto invece per la costituzione di un comitato interministeriale sulle bonifiche. «Credo che gli stessi emendamenti debbano essere attinenti agli articoli ed inseriti nel quadro normativo per il quale si sta discutendo», conclude.

Anche Giovanna Palma (Pd) considera l’emendamento non «attinente al tema del decreto, dove non si parla di ciclo dei rifiuti». E aggiunge: «Un comitato di Ministri individua azioni per impedire la costruzione di nuovi inceneritori in Campania? E come? Con quali competenze? Può sostiuirsi alla Regione?»giovanna palma

A chi considera questa precisazione un cavillo superabile, Palma replica che l’emendamento si sarebbe comunque rivelato inutile per la città della Mela Annurca: «La proposta dei grillini parla di un generico divieto di nuovi inceneritori. Ma quello di Giugliano è un impianto già bandito, la gara si è chiusa. Io penso che il terreno di battaglia sia quello regionale. La Regione, che ha emanato il bando, deve ritirarlo e chiudere quella procedura. Basta rifiuti a Giugliano. Il mio no all’inceneritore è netto. L’ho detto in aula, e lo ripeto».

Ma intanto non si placano i malumori dei cittadini. «Perché nel decreto-legge non è stato fatto divieto di costruire l’inceneritore a Giugliano?», commenta Francesco su facebook. «Lo Stato non può sostituire la Regione in una decisione così importante per la salute dei cittadini?», polemizza Adriana. La maggior parte dei giuglianesi, malgrado le spiegazioni dei diretti interessati, non riesce a capire perché i rappresentanti del territorio di Napoli Nord in Parlamento non facciano nulla per scongiurare l’arrivo dell’eco-mostro. Ci si chiede perché – in una situazione di totale emergenza – non si siano superate le logiche di partito e di coalizione per schierarsi in maniera netta a favore del proprio territorio. Anche solo per dare un segnale ai tantissimi cittadini stanchi di ascoltare giorno per giorno proclami da più fronti, mentre le patologie tumorali continuano a  devastare intere famiglie.

micilloE’ lo stesso Salvatore Micillo, sempre su Facebook, a commentare lapidario: «Non ci sono più alibi, non si possono più nascondere, i simboli di partito sono la tana in cui consumare affari e clientele. Più che la salute del cittadino potè il business. E non bastano più le parole dette dai palchi o in tv, nei loro comunicati».

Ecco l’emendamento bocciato alla Camera (pag. 15):

emendamenti ddl 1885 A.