Giugliano, si attendeva la nuova era. Ma la svolta dov’è? I Commissari e una città fuori controllo

Giugliano, si attendeva la nuova era. Ma la svolta dov’è? I Commissari e una città fuori controllo

Le forti proteste, la pressione fiscale e la differenziata al palo sono l’unico risultato prodotto dalla triade commissariale GIUGLIANO – Ciò che

@Armando Di Nardo

Le forti proteste, la pressione fiscale e la differenziata al palo sono l’unico risultato prodotto dalla triade commissariale

GIUGLIANO – Ciò che si è visto ieri a Giugliano non si era mai visto prima: gente scagliata per disperazione contro le forze dell’ordine, forze dell’ordine che manganellavano padri di famiglia che non hanno neanche la possibilità di mettere il piatto in tavola.

Il Meridiano News non è – come sostenuto altrove – contro la politica dei commissari, oltretutto la triade non fa politica. Il Meridiano News critica chiunque, nell’ambito delle proprie funzioni, svolge un cattivo lavoro. Il polso della situazione storica giuglianese è dato dalla gente e, dopo le proteste e gli avvenimenti di questi giorni, non si può dire di certo che l’amministrazione comunale stia svolgendo un buon lavoro.

Da altri versanti, invece, si vuole far passare la protesta contro la Tares come un attacco contro la commissione in quanto tale e quindi come un attacco alla legalità. Si finirà poi col dire, e non passerà molto tempo, che dietro la protesta c’è la camorra. Quest’ultima, è tra i peggiori mali che affliggono il nostro territorio, ma spesso diviene alibi per mascherare incapacità o mala fede.  La camorra non può essere usata come capro espiatorio.

commissari giugliano taresEmblematico è ciò che è successo a L’Aquila: nel capoluogo abruzzese dopo il terremoto, a molte ditte provenienti dalla Campania fu impedito di partecipare alle gare di appalto per la ricostruzione. La prefettura di quel luogo le rimandò tutte indietro con interdittive antimafia veloci quanto infondate. Gli ultimi arresti del vicesindaco e di alcuni dirigenti di L’Aquila e le intercettazioni telefoniche che sono state pubblicate hanno smascherato quel sistema di potere di politici dirigenti e uomini della prefettura che non volevano condividere la torta della ricostruzione con nessuno e specie con le ditte della Campania.

Purtroppo l’incapacità non può camuffarsi dietro la parola legalità. Giugliano già in altri tempi ha vissuto un periodo di commissariamento con il dott. Bruno Pezzuto. Oggi, a distanza di anni, le sue grandi doti di amministratore e di fine giurista hanno ancora una eco nel palazzo comunale. A conferma che, quando si svolge un buon lavoro, il riconoscimento dei meriti è una conseguenza.

Veniamo proprio alla questione Tares, che sta a cuore a migliaia di giuglianesi. Le tariffe sono schizzate alle stelle anche per il costo esorbitante del nuovo appalto affidato proprio dai commissari. Si parla di 20milioni di euro annui, per una cifra abnorme, nei quattro anni di gestione, di 80 milioni. Perché i vicari del Ministero non hanno messo mano alla riorganizzazione aziendale? Perché non hanno provato a ridimensionare un organico cresciuto a dismisura negli ultimi anni grazie alle politiche clientelari di politici e sindacalisti? Per quale motivo la ditta non viene multata sugli inadempimenti contrattuali?

scontri taresI commissari finiscono sul banco degli imputati anche per altre ragioni, sempre legate alla cattiva gestione della NU. Nonostante il video-choc circolato in rete sul modo vergognoso in cui alcuni netturbini mischiano i rifiuti, non sono giunte all’opinione pubblica notizie di penali esemplari inflitte alla ditta. Altro nodo da sciogliere è la differenziata, che a Giugliano continua a viaggiare su percentuali bassissime e che in alcuni quartieri della città non è mai partita. Se paghiamo la Tares più alta d’Italia, molto si deve anche ad un servizio di differenziata che negli anni non è mai decollato e che anche i commissari hanno mal gestito da quando si sono insediati a Corso Campano. Basti pensare che ancora oggi, solo una piccola porzione di territorio, è stata fornita del kit preposto.

La sospensione della Tares è stata salutata come una vittoria da molti cittadini. La mano pietosa tesa dalla triade alla cittadinanza in difficoltà. La vittoria, però, se c’è stata per davvero, è una vittoria di Pirro. Non solo i tre si sono limitati ad applicare il regolamento di attuazione del decreto legislativo 201 del 2011 disinteressandosi di tutte le possibilità contemplate dallo stesso (agevolazioni per le categorie disagiate, riduzione fino al 20% della tariffa per ogni giorno di disservizio accertato), ma non hanno fatto altro che dare seguito a ciò che già avevano timidamente annunciato prima della protesta, cioè uno slittamento del pagamento. C’era bisogno davvero di mettere a ferro e fuoco una città per ottenere qualcosa che già era stato concesso prima?