Marano, illuminazione assente, strade cittadine avvolte nel buio

Marano, illuminazione assente, strade cittadine avvolte nel buio

In Via Del Mare  come in Via Piave, passando per Via Borsellino, Via Parrocchia e Via Brenta la situazione è la stessa:


In Via Del Mare  come in Via Piave, passando per Via Borsellino, Via Parrocchia e Via Brenta la situazione è la stessa: lampioni pubblici spenti

MARANO – Strade buie, è allarme in città. Già da qualche giorno ormai alcune arterie cittadine sono immerse nella più completa oscurità. Varie sono, infatti, le zone della città in cui non vengono accesi i lampioni pubblici e, di conseguenza, lasciate al buio. In pieno centro storico manca, a giorni alterni, la luce in via Parrocchia. Allo stesso modo sono avvolti dall’oscurità alcuni tratti di via del Mare, arteria che, oltre a collegare la zona dei Camaldoli a Marano, è anche tra le più pericolose poiché ha una pendenza di oltre il dieci per cento. La situazione non migliora neanche andando verso la periferia, dove le strade prive di illuminazione sono: via Brenta, via Puccini, via Borsellino e via Piave, dove i lampioni pubblici sono spenti da più di una settimana. Una situazione di disagio e pericolo, insomma, per i residenti che abitano in queste zone. Situazione resa ancora più pericolosa se si considerano le pessime condizioni del manto stradale e le piogge tipiche di questo periodo. Il motivo del disservizio potrebbe essere riconducibile a due fattori: gli interventi di manutenzione, effettuati dalla ditta che gestisce il servizio, o l’attuazione di misure tendenti al risparmio energetico e, di conseguenza, dei costi della bolletta. Ipotesi, quest’ultima, che però andrebbe contro le più elementari norme di sicurezza stradale. Della questione per ora se ne stanno occupando i consiglieri di opposizione Marco Tagliaferri e Pasquale Coppola. «I cittadini di queste zone stanno vivendo una situazione di disagio – dichiarano i due esponenti della minoranza – Stiamo cercando di capire quale sia il problema. Nei prossimi giorni ci recheremo all’ufficio competente per chiedere un chiarimento».