Melito, in aula consiliare celebrata la giornata della memoria

Melito, in aula consiliare celebrata la giornata della memoria

Tra letture di brani, interventi delle autorità e delle associazioni del territorio, la comunità melitese ha ricordato le vittime della Shoah MELITO


Tra letture di brani, interventi delle autorità e delle associazioni del territorio, la comunità melitese ha ricordato le vittime della Shoah

MELITO – Si è tenuta nella mattinata di ieri, in aula consiliare, la celebrazione della giornata della memoria contro le vittime della Shoah e che cade ogni anno il 27 gennaio.

Proprio il 27 gennaio del 1945, le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento di Aushwitz in Polonia, strumento di morte per sterminare la razza ebraica.

Alla presenza di studenti, associazioni e cittadini, Melito ha voluto ricordare come «è importante ricordare quanto accaduto durante la II Guerra Mondiale e l’eccidio di oltre 6 milioni di ebrei. Ma bisogna ricordare ogni giorno non soltanto il 27 gennaio. L’antisemitismo è ancora presente e anche gli ultimi episodi lo dimostrano» hanno dichiarato diversi esponenti dell’amministrazione comunale.

Durante i lavori, sono stati letti alcuni passi di brani di reduci dai campi di sterminio, riproponendo così, all’intero uditorio, le testimonianze di chi è stato vittima di un sistema di eliminazione assolutamente terribile sono stati letti dagli studenti del Liceo Immanuel Kant di Melito.

Alla giornata, hanno preso parte anche alcuni attivisti di Amnesty International di Napoli.

«In questo giornata della memoria, è giusto non dimenticare i tanti eccidi, anche recenti, ai danni di minoranze etniche e di intere popolazioni in diverse parti del mondo.

Dal Ruanda, al Darfur, al Kurdistan (ad opera di Saddam Hussein), anche in Australia, dove c’è una discriminazione ai danni degli aborigeni.

Non solo, 7 milioni di persone furono deportate e sterminate dal regime sovietico tra il 1932-33, senza dimenticare il massacro di Sebrenica in Ex Jugoslavia quando migliaia di persone furono trucidante in 3 giorni, anche i bambini.

Rimanendo ai giorni nostri, gli scontri di questi giorni in Ucraina, sono anche frutto di un odio, ancora in seno a parte della popolazione, contro i russi».