Protesta anti-tares, fuori gli infiltrati. Città messa a ferro e fuoco da un gruppo di facinorosi

Protesta anti-tares, fuori gli infiltrati. Città messa a ferro e fuoco da un gruppo di facinorosi

I comitati hanno perso il controllo della situazione. Gli scontri di stamattina scatenati da una banda di teppisti IL VIDEO DEGLI SCONTRI:


I comitati hanno perso il controllo della situazione. Gli scontri di stamattina scatenati da una banda di teppisti

IL VIDEO DEGLI SCONTRI:

Certe scene a Giugliano non si erano mai viste. Questa sonnacchiosa città a nord di Napoli non aveva mai conosciuto i manganelli e le mazzate delle forze dell’ordine. Per trent’anni e più i giuglianesi hanno subito la storia d’Italia partecipandovi da lontano. Solo un concorso inedito di circostanze ha potuto trasformare i pacifici e mansueti ex-agricoltori della Mela Annurca in un esercito di indignados. Crisi, disoccupazione, paura, tartassamento fiscale, avversione anti-casta. Una miscela esplosiva che ha trasformato Piazza Gramsci nella Striscia di Gaza, con tanto di intifada scatenata ai danni di Carabinieri e Polizia.

Ciò però a cui abbiamo assistito oggi non aveva niente a che vedere con quanto accaduto giovedì scorso. Lì era rabbia sociale. Questa volta violenza gratuita. Un gruppo di infiltrati, forse organizzati (o forse no), si è impadronito della protesta mettendo a soqquadro Corso Campano. Chi lanciava sampietrini e bombe-carta non era un manifestante. Chi scagliava mazze di plastica e sacchi di immondizia non era un esponente dei comitati giuglianesi.

C’era una scollamento evidente fra chi cercava di vincere la battaglia della Tares attraverso il dialogo e l’azione sovversiva dei criminali che hanno scatenato gli scontri. Uno scollamento tanto evidente che gli stessi delegati dei comitati civici sono stati bersaglio di contestazioni e i loro appelli alla calma inascoltati. Giovedì scorso c’era una relazione fra le notizie trasmesse dai cittadini impegnati nel tavolo delle trattative e le dinamiche della piazza. Questa volta no. Ogni notizia che filtrava dalle stanze del potere, positiva o negativa che fosse, non sortiva effetto su una folla che si eccitava come un cavallo pazzo a ogni sussulto, a ogni fischio, a ogni sguardo incattivito dei celerini.

Ma i manifestanti che  stanno lottando per una causa giusta – la maggioranza – sanno bene che la violenza gratuita non appartiene a questo popolo. E che le vittorie sul terreno dei diritti si ottengono con la testa e non con la pancia. Gli episodi incresciosi e le azioni criminali che hanno acceso i riflettori sulla protesta di oggi siano solo una parentesi scomoda. I teppisti vengano isolati e Giugliano ritorni a lottare, a essere un esempio positivo per Napoli e per l’Italia. Proprio come ha saputo fare fino alle prime ore di questa mattina.

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