San Giuliano, scatta la protesta dei medici. Aggressioni fisiche e turni massacranti

San Giuliano, scatta la protesta dei medici. Aggressioni fisiche e turni massacranti

Tanti i disagi denunciati dagli operatori sanitari. A rischio l’assistenza ai malati. Molti pazienti costretti a dormire su barelle di fortuna GIUGLIANO


Tanti i disagi denunciati dagli operatori sanitari. A rischio l’assistenza ai malati. Molti pazienti costretti a dormire su barelle di fortuna

GIUGLIANO – Aggressioni verbali. A volte anche fisiche. Due registrate solo nei giorni scorsi. Al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Giuliano c’è un problema sicurezza. I medici reclamano un numero maggiore di guardie.

“Ma il problema sicurezza è solo uno dei tanti”, gridano gli operatori sanitari. Ad esso, infatti, si aggiungono anche disagi legati agli orari di lavoro. La carenza di personale obbliga medici e infermieri a svolgere turni massacranti (anche 18 ore al giorno). I tagli alla sanità si ripercuotono così sui nosocomi del comprensorio giuglianese. Con i reparti di oncologia e urologia a rischio chiusura, i pazienti si trasferiscono altrove.

I disagi hanno indotto i medici a inscenare una protesta nella giornata di ieri. Oggi è previsto un incontro con la direzione sanitaria. Ma se gli operatori ospedalieri non attraversano un momento facile, anche i pazienti non se la passano bene. In mancanza di posti letto, molti malati sono “parcheggiati” nel pronto soccorso su barelle di fortuna, in ambienti sporchi, privati dell’assistenza necessaria.

“Non siamo in un paese civile. Mio marito dorme su una barella al pronto soccorso”, grida una signora. “Non ci danno assistenza. I medici sono costretti a fare gli straordinari e non possono garantire le cure necessarie a tutti i pazienti”, denuncia un 60enne cardiopatico.

Se la situazione non migliora, quello che era il presidio ospedaliero più importante di Napoli Nord, rischia di diventare l’ennesimo monumento alla malasanità made in Italy. Per fronteggiare la situazione, Gerardo Vitale, segretario CGIL, chiede un intervento dai piani alti: “La Regione intervenga per garantire che questo importante Polo Sanitario possa funzionare con decenza, dignità e rispetto verso tutti, garantisca l’assistenza a quanti ne hanno bisogno, anche destinando a questo scopo una parte delle risorse dei fondi europei”.