Spray urticante contro i manifestanti. Nella rivolta giuglianese usata un’arma ad oggi in via sperimentale

Spray urticante contro i manifestanti. Nella rivolta giuglianese usata un’arma ad oggi in via sperimentale

Lo strumento è in dotazione, da questo mese, presso la Polfer e le volanti di Milano e i carabinieri dei reparti operativi


Lo strumento è in dotazione, da questo mese, presso la Polfer e le volanti di Milano e i carabinieri dei reparti operativi di Roma e Napoli

 

GIUGLIANO – È definito «il piccolo lacrimogeno portatile» lo spray urticante spruzzato questa mattina dalle forze dell’ordine all’indirizzo dei manifestanti scesi in strada contro il caro Tares. Uno strumento mai utilizzato prima, non solo dalle nostre parti, visto che il suo utilizzo è partito proprio a gennaio in via sperimentale presso la Polfer e le volanti di Milano e i carabinieri dei reparti operativi di Roma e Napoli.

Ma cosa contengono esattamente le bombolette al peperoncino usate oggi? In realtà, il principio attivo nebulizzato è a base di Oleoresin Capsicum, una sostanza fortemente irritante già entro i tre metri di distanza e che risulta simile, sebbene leggermente più forte, a quella presente negli spray impiegati da molte donne come arma di autodifesa.

I sintomi per chi vi entra in contatto sono quelli noti: lacrimazione degli occhi, bruciore e secchezza della gola. Uno stato di malessere che scompare però in breve tempo, stando almeno alle rassicurazioni che arrivano dall’estero, dove la sostanza è ampiamente usata dalle forze dell’ordine negli scontri di piazza.

Intanto, se la sperimentazione a Milano, Roma e Napoli dovesse avere riscontri positivi, lo spray urticante potrebbe presto essere in dotazione di polizia e carabinieri di tutta Italia. E’ bene però ricordare, secondo quanto stabilito da un’apposita commissione, che «L’uso dello spray potrà prevedersi solo a fronte di un’azione violenta, di resistenza attiva rivolta contro l’operatore o altre persone coinvolte negli scenari operativi quando ogni tentativo di mediazione, dialogo o negoziazione sia fallito».

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