Accusato dalla magistratura per aver difeso il suo territorio. “Io vittima dei paradossi della Terra dei Fuochi”

Accusato dalla magistratura per aver difeso il suo territorio. “Io vittima dei paradossi della Terra dei Fuochi”

L’incredibile storia di Antonio Arzillo che dovrà rispondere dell’accusa di interruzione di pubblico servizio per aver difeso la propria terra dai rifiuti


L’incredibile storia di Antonio Arzillo che dovrà rispondere dell’accusa di interruzione di pubblico servizio per aver difeso la propria terra dai rifiuti

TERRA DEI FUOCHI – Era stato tra i protagonisti delle rivolte popolari e spontanee contro i veleni che si sprigionavano dalle ecoballe di Taverna del Re. Addirittura, con un pugno di amici, si era fatto fotografare con il tricolore mentre tentava di impedire ai tir carichi di veleni tossici di svernare nel sito giuglianese.

Ora, sette anni dopo lo Stato gli presenta il conto. In sede giudiziaria, ovviamente. La legge è legge ed in quanto tale va rispettata. Protagonista di questa kafkiana vicenda è Antonio Arzillo, trentaseienne, responsabile del Centro Sportivo Fiamma, per difendere il proprio territorio, l’area giuglianese, dallo sversamento di rifiuti, in alcuni casi anche tossici, dovrà rispondere del reato di interruzione di servizio pubblico, una sorta di ‘delitto’ contro un’attività che in molti considerano dannosa per la salute pubblica.

arz3Tutto questo accadeva sin dal 2007, lontano dai clamori. Anni di battaglie che con il tempo trovano il giusto ‘conforto’ nelle dichiarazioni di alcuni pentiti di camorra che confermato la pericolosità dei rifiuti smaltiti in terreni che restano, il più delle volte, irrimediabilmente compromessi in termini di inquinamento. Un danno ingente per l’attività agricola, unica fonte di sostentamento di centinaia di famiglie.

L’area, denominata ‘Terra dei Fuochi’, compresa tra la provincia di Napoli e la provincia di Caserta che si estende sino a Nola, passando per Acerra, è interessata ancora oggi da continui roghi tossici appiccati alle discariche abusive che proliferano in tutto il territorio: i rifiuti, urbani e speciali, bruciati nell’area del casertano e nella zona settentrionale della provincia di Napoli sono la principale fonte di inquinamento della zona, tra le aree più compromesse d’Italia sotto il profilo ambientale.

“La Terra dei Fuochi non era ancora una moda, eravamo in 50 a bloccare – dichiara Antonio Arzillo – eravamo lontani dai riflettori e contro coloro che oggi “pentiti” diventano star. Ora, mi vogliono condannare per la seconda volta. Mentre Bassolino esce prosciolto, e si emanano leggi speciali per le cose che dicevamo…”.

Lunedi 3 Febbraio alle 11.30 nel bar nei pressi della sede distaccata di Aversa del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sita in piazza Trieste e Trento presso il Castello Aragonese, si terrà una conferenza stampa dove la vicenda verrà raccontata dallo stesso Antonio Arzillo.