Carenze di strutture e di personale, i disagi del pronto soccorso di Giugliano

Carenze di strutture e di personale, i disagi del pronto soccorso di Giugliano

Pazienti smistati su sedie e barelle di fortuna, gli infermieri: «facciamo il possibile, ma siamo abbandonati a noi stessi» GIUGLIANO – Il


Pazienti smistati su sedie e barelle di fortuna, gli infermieri: «facciamo il possibile, ma siamo abbandonati a noi stessi»

GIUGLIANO – Il Pronto Soccorso del San Giuliano continua a vivere una situazione di forte congestionamento, il cui disagio colpisce ancora lavoratori e pazienti. Il numero degli utenti in coda sfiora cifre da record: barelle, sedie nei corridoi e letti ammassati nelle stanze sono ormai insufficienti per accogliere i degenti, tra l’altro non viene rispettata nemmeno la privacy di una donna, ad esempio, affiancata ad un uomo nello stesso box.

Come da rigore, ogni ospedale dovrebbe avvalersi di sei unità complesse di Cure Primarie che prevedano la presenza integrata continua, 24 ore su 24, di medici specialisti ambulatoriali, di medicina generale e di guardia medica. L’importante presenza di questi servizi, in primis, ridurrebbe gli accessi con il cosiddetto “codice bianco” nei pronto soccorso, ma in più potenzierebbe la prevenzione e arginerebbe il trattamento ospedaliero di patologie croniche.

pronto soccorso giuglianoUno degli infermieri dell’ospedale, a nome dell’intero reparto, denuncia non solo la carenza umana e l’insufficienza di barelle ma anche e soprattutto la cattiva gestione dell’amministrazione che non ha mai preso in considerazione, seriamente, i disagi e i problemi della sanità locale. Oltretutto, in un arco di tempo ancora non definito, ci sarà il trasferimento del pronto soccorso nel reparto di farmacia, e questo porterà ulteriori e maggiori problemi di gestione e organizzazione.

Aggiunge, inoltre, che chi parla il politichese dovrebbe sapere che i propri figli, in casi di bisogno, dovranno recarsi nell’ospedale del proprio paese e questo è senza dubbio un nosocomio che vive ancora estreme difficoltà. Lo scopo del triage è proprio quello di stabilire la priorità di accesso agli ambulatori di visita in relazione alle reali o potenziali gravità ed urgenza presentate dal paziente, tale metodo consente di razionalizzare i tempi di attesa in funzione delle necessità dei pazienti, e non in base al criterio dell’ordine di arrivo.

Un’organizzazione degna di un paese che conta circa 120.000 abitanti, richiederebbe innanzitutto lo sblocco del turnover, l’assunzione di personale, interventi incisivi per risolvere la situazione che vive il PS e una riorganizzazione del servizio di assistenza. E’ così complicato?