Cava Riconta, ieri il sopralluogo. Situazione definita “sotto controllo” ma il lago di percolato non si arresta

Cava Riconta, ieri il sopralluogo. Situazione definita “sotto controllo” ma il lago di percolato non si arresta

Presenti i componenti della Commissione speciale su Cava Riconta, geologi ed un ingegnere incaricato dalla Sapna. A breve una relazione tecnica. Attesa


Presenti i componenti della Commissione speciale su Cava Riconta, geologi ed un ingegnere incaricato dalla Sapna. A breve una relazione tecnica. Attesa per la copertura dell’invaso

 

VILLARICCA – Era stato preannunciato nell’incontro svoltosi in Provincia lo scorso 14 gennaio tra il presidente della Sapna Angelone e la Commissione speciale su Cava Riconta e, nella giornata di ieri, il sopralluogo nella discarica di Villaricca 2, alle spalle di via Bologna, ha avuto finalmente luogo.

All’ispezione condotta per accertare le condizioni dell’invaso, in cui continua ad essere incessante la produzione di percolato, hanno preso parte il presidente della Commissione Antonio Cacciapuoti, il vice-presidente Rocco Ciccarelli, gli altri componenti dell’organo di controllo Aniello Granata e Michele Cimmino, l’assessore all’ambiente Maria Rosaria Punzo, il capo dell’ufficio tecnico di Villaricca Francesco Cicala e la deputata del Pd Giovanna Palma. Presenti anche i geologi Cimmino e Bonetti, convocati per una consulenza tecnica proprio dai consiglieri della Commissione speciale, e l’incaricato della Sapna l’ingegnere Gennaro Lubrano, che avrebbe giudicato la situazione “sotto controllo”.

Una rassicurazione che non spazza però via le preoccupazioni per la salute dei cittadini. «Abbiamo constatato con i nostri occhi che ci sono dei laghetti di percolato che diventano sempre più grandi. Aspettiamo che venga indetta la Conferenza dei servizi per dare il via libera al processo di Cupping per la copertura dell’invaso con un telone e con strati di terreno. Faremo il possibile perché ciò avvenga», dichiara il consigliere Rocco Ciccarelli.

La mancata copertura della cava consente infatti alle piogge di accentuare la produzione di percolato, con conseguenze allarmanti anche sotto il profilo economico. «Trattare in loco un metro cubo di liquido costa circa 30-35 euro. Le precipitazioni fanno ulteriormente alzare il livello di allarme, perché si è costretti a ricorrere ad autocisterne per trattare altrove il percolato. In questo caso la spesa lievita fino a 70-80 euro per metro cubo».

Il vice-presidente della Commissione speciale su Cava Riconta fa sapere inoltre che i due geologi intervenuti all’ispezione faranno pervenire, a breve, una relazione sui dati acquisiti ieri. «Prima del prossimo consiglio comunale avremo un ulteriore riscontro sulle condizioni dell’invaso. Un lavoro svolto gratuitamente e che si è reso possibile nonostante i pareri discordanti emersi nell’assise del 22 luglio scorso. «In quell’occasione – precisa Ciccarelli – chiedemmo di nominare dei tecnici per un sopralluogo nella discarica, ma la proposta fu bocciata, perché si credeva che l’invaso fosse sotto sequestro. Una convinzione errata, ma che in ogni caso non ci avrebbe impedito di individuare ugualmente dei tecnici per procedere all’ispezione».