Contrabbando di sigarette, operazione “Black Smoke” della Guardia di Finanza, 3 arresti e ingenti sequestri

Contrabbando di sigarette, operazione “Black Smoke” della Guardia di Finanza, 3 arresti e ingenti sequestri

Oltre cento le persone denunciate. Preoccupante ripresa del fenomeno. L’area nord cuore del deposito di “bionde” Nelle scorse ore, il Comando Regionale


Oltre cento le persone denunciate. Preoccupante ripresa del fenomeno. L’area nord cuore del deposito di “bionde”

Nelle scorse ore, il Comando Regionale Campania della Guardia di Finanza ha dato vita ad un’operazione denominata “Black Smoke’’ volta al contrasto del fenomeno contrabbando di sigarette, da qualche tempo tornato in auge un pò dovunque in Campania.

Nell’ultimo blitz, tre sono state le persone arrestate dalle Fiamme Gialle ed ingente è stato il quantitativo di “bionde’’ sequestrate: mezza tonnellata. Denunciate inoltre più di cento persone per contrabbando.

«C’è una preoccupante ripresa del contrabbando di sigarette, favorito dal perdurare della crisi economica, particolarmente sentita in tutta la Regione’’, affermano proprio i vertici del Comando Regionale della Guardia di Finanza.

Nel solo 2013 infatti, sono stati sequestrati in Campania oltre 40 tonnellate di sigarette di contrabbando, compiuti 96 arresti ed accertato un’evasione fiscale di 4,6 miliardi di euro.

Molto spesso, sono i porti di Napoli e di Salerno i principali centri di smistamento, il più delle volte provenienti dall’Est Europa, soprattutto Ucraina, Bulgaria e Moldavia, oltre che dalla Cina e dalla Grecia e successivamente immesse sul mercato.

Sono i comuni dell’area nord, tra cui Giugliano, Afragola, Casoria e Cardito, invece, che fungono da deposito delle scorte di sigarette. I locali adoperati sono tra i più disparati: si va dai box auto riempiti fino al tetto, alle zone agricole, sino ai più classici sottoscala.

Oltre al danno economico per lo stato, va aggiunta la pericolosità per i consumatori. Le sigarette di contrabbando – fanno sapere dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza – non sono sottoposte a nessun controllo, merceologico e sanitario, e spesso risultano nocive per la salute, a causa delle materie prime utilizzate, che sono prevalentemente tabacco, cartine e filtri di pessima qualità, contenenti, in qualche caso, sostanze tossiche».