«Food & Tech» al Palazzo Palumbo per un nuovo appuntamento dell’HUB Tea

«Food & Tech» al Palazzo Palumbo per un nuovo appuntamento dell’HUB Tea

Nel meeting ospitato dall’HUB si è discusso di slow food, start-up ed e-commerce   GIUGLIANO – «Food & Tech», innovazione ed evoluzione


Nel meeting ospitato dall’HUB si è discusso di slow food, start-up ed e-commerce

 

GIUGLIANO – «Food & Tech», innovazione ed evoluzione nel settore alimentare. Il confronto sul buon cibo ha fatto tappa nella sala meeting dell’HUB a Palazzo Palumbo. Nel salotto che ha ospitato l’appuntamento settimanale dell’HUB Tea, si è discusso di slow food, start-up, nuove tecnologie e di commercio elettronico. Un percorso nel mondo gastronomico a 360 gradi, che ha offerto l’occasione di affrontare svariate tematiche, dal recupero dell’agricoltura marginale in via di estinzione alle novità suggerite da un approccio digitalizzato ai piaceri della tavola. «Il cibo non è solo tradizione, ha precisato Mauro Avyno di Slow Food, che ha parlato di modelli di innovazione sociale proposti dall’associazione senza scopo di lucro. Al centro del suo intervento il progetto «Presìdi», volto a «riattivare la microeconomia di prodotti che rischiano di scomparire, difendendo la biodiversità e promuovendo le relazioni di aiuto e confronto tra agricoltori geograficamente lontani».

Di start-up legate al world-food ha invece parlato Alessandro Nasini, Food Blogger (www.burroealici.it). «Quando si pensa al cibo vengono in mente cose convenzionali, ad esempio gli alimenti a km 0, ma in pochi sanno cosa c’è dietro la filiera della produzione. Molti gruppi alimentari italiani non riescono a sfornare prodotti di successo e alla fine noi consumatori continuiamo a mangiare gli stessi tagli di carne o determinati formati di pasta. C’è poca innovazione e le start-up del settore vanno tutte nella stessa direzione». Nasini ha citato l’esempio di Amazon, l’azienda di e-commerce statunitense. «È questo uno dei terreni su cui muoversi, anche se attualmente, in Italia, ci sono diversi problemi che impediscono la vendita on-line di prodotti freschi».

Un tema affrontato anche da Luca Carbonelli, proprietario della Torrefazione Caffè Carbonelli di Melito, che ha visto triplicare il fatturato della propria azienda grazie alla digitalizzazione commerciale. «Il successo della vendita on-line deriva dal fatto che fino alle 17.59 i clienti possono ordinare il mio caffè ed averlo alle 9 del mattino seguente a casa loro. Passando dal produttore al consumatore i costi si abbassano non poco, ma ovviamente occorre trovare un equilibrio su altri aspetti(costi legati ai trasporti, modalità di pagamento). Sul caso Amazon, l’imprenditore ha spiegato perché in Italia sia invece impossibile commercializzare prodotti freschi: «Uno dei motivi è l’assenza dei supporti logistici per la conservazione del cibo e per questo la strada da percorrere per emulare gli Stati Uniti è ancora lunga».

Ma in Italia e soprattutto a Napoli, le idee innovative ed originali non mancano di certo, ed il settore del food non rappresenta un’eccezione. A darne testimonianza è stato Vincenzo Russo, fondatore di «Aperitivo Napoli», un’iniziativa itinerante per celebrare feste ed eventi. «Con il nostro Ape viaggio abbiamo creato un bar attrezzato che consente ai clienti di festeggiare a basso costo. Ci contattano per l’organizzazione di piccoli rinfreschi per i matrimoni, ad esempio dopo la cerimonia religiosa, e serviamo prodotti tipici in una veste glamour. La nostra attività è particolarmente conosciuta grazie ai social network, che ci hanno dato la visibilità utile per realizzare molti eventi».

Nel confronto su «Food & Tech» ospitato dall’HUB si è discusso infine di applicazioni mobile. A parlarne è stato Ottavio Sgrosso, fondatore di «Appetitoo», un portale che crea app per i ristoratori. «L’idea è nata perché sono pochi i ristoranti che le possiedono. La nostra piattaforma permette a costi contenuti, 39 euro al mese, di realizzare un’app per fidelizzare i clienti ed espandere, al contempo, la rete clientelare. Con meccanismi di ramificazione ed incentivi, facciamo in modo che i clienti continuino ad usare l’applicazione, disponibile su Android e iPhone».

Un modo insomma per restare sempre aggiornati sui propri ristoranti preferiti, seguendo eventi e novità, ed usufruendo anche di un servizio di prenotazione. «Tutto quello che realizziamo su commissione lo reinvestiamo su Appetitoo – ha aggiunto Sgrosso – Il nostro intento è garantire infatti un’app sempre aggiornata». Tradizione ed innovazione dunque, un binomio ormai consolidato anche nel settore alimentare.