Metro Giugliano abbandonata, dopo Ponte Riccio ancora una stazione fantasma?

Metro Giugliano abbandonata, dopo Ponte Riccio ancora una stazione fantasma?

Macchinette per i biglietti guaste e corse meno frequenti. Bagni  da due anni fuori uso. Disagi quotidiani per i pendolari GIUGLIANO –


Macchinette per i biglietti guaste e corse meno frequenti. Bagni  da due anni fuori uso. Disagi quotidiani per i pendolari

GIUGLIANO – Dal viaggio inaugurale della tratta Piscinola-Aversa della MetroCampania Nord-Est sono trascorsi ormai quasi cinque anni. Era il 24 aprile del 2009 quando le autorità locali e nazionali si misero in posa per le consuete foto di rito, per consegnare ad imperitura memoria un taglio del nastro atteso per trent’anni. Il sogno dei pendolari dell’area nord di Napoli di disporre di un efficace e rapido collegamento con il capoluogo partenopeo si è però ben presto scontrato con una realtà fatta di disservizi e disagi. 10,5 km di linea metropolitana sui quali transitano milioni di persone ogni anno sono ormai un percorso accidentato, dove gli imprevisti hanno assunto quasi carattere ordinario.

Basta fare un rapido giro nella stazione giuglianese di via Colonne per trovare riscontro alle lamentale di chi quotidianamente è costretto a spostarsi nella “metro fantasma”. Da circa dieci giorni, serrande abbassate per il bar ospitato nella stazione, destinato, a quanto pare, ad un cambio di gestione. Nessun caffè o cornetto per i coraggiosi pendolari giuglianesi, ma nemmeno la possibilità di acquistare biglietti per le corse. Da ieri, un guasto ad una delle due macchinette automatiche ha di fatto paralizzato l’erogazione dei titoli di viaggio. Conseguenza? Viaggio gratis da Giugliano a Piscinola per i pendolari sprovvisti di biglietto, che si sono così mascherati, non per colpa loro, da “furbetti” di turno.

macchinette biglietti metro Il disservizio è stato risolto alle ore 11 di oggi, ma solo parzialmente, visto che una delle due macchinette è fuori uso da tempo. «Solo uno dei due apparecchi è in funzione e sistematicamente va in sofferenza – spiega un dipendente -. I pendolari sono 3.000, e pur comprendendo gli abbonati, il problema resta, perché la macchinetta può emettere solo 1.000 biglietti al giorno. Occorre cambiare spesso il rotolo per la carta ed una volta a settimana va svuotata la cassa interna, caricando le monete per distribuire il resto».

Ma nell’elenco dei disagi vissuti dagli utenti della metro non può passare inosservato lo stato dei servizi igienici, fuori uso praticamente da due anni. Un nastro rende off-limits l’ingresso ai bagni. Degrado e sporcizia la fanno da padrone. Davanti alle porte chiuse sono deposte ciotole per dare da mangiare ai cani randagi che attorniano la stazione giuglianese. Un foglietto con su scritto «Vietato depositare cibo per cani» è incollato al nastro di recinzione. Poco più in là si scorge invece un plaid. Un giaciglio lasciato lì per gli animali o usato da qualche clochard per riscaldarsi. Ma come mai i bagni pubblici, per altro automatici ed autopulenti, sono chiusi? La risposta è purtroppo un refrain noto ai giuglianesi: la mancanza di manodopera dedicata. Non c’è in pratica il personale che dovrebbe provvedere a rifornire i servizi igienici di carta e detersivi.

Due anni rappresentano anche l’arco di tempo trascorso dall’ultima volta che è risultata funzionante la scala mobile esterna. Problemi tecnici che si aggiungerebbero, secondo qualche addetto ai lavori, ad errori di progettazione per la mancata copertura. Salendo le scale per accedere al parcheggio sovrastante si scopre che i guasti non si limitano però al chiuso della stazione. La cassa automatica per il parcheggio è infatti ridotta ad un oggetto di arredo urbano, visto che da mesi è guasta. Per qualche tempo i dipendenti della metro hanno cercato di gestire l’entrata e l’uscita dei veicoli. Poi si è passati al fai-da-te per gli automobilisti, con ingresso ovviamente libero.

In cima alla lista dei disservizi della tratta Aversa-Piscinola campeggia però sempre la frequenza delle corse. Dopo la sospensione del collegamento avvenuto lo scorso luglio per carenza di materiale rotabile e gli scioperi dei trasporti pubblici degli ultimi mesi, i tempi di attesa continuano ad essere lunghi: una corsa ogni 30 minuti sulla linea Aversa-Piscinola e conseguente ressa nei vagoni affollati di studenti e lavoratori. Un «viaggio della speranza» verso Napoli compiuto ogni giorno. La speranza di arrivare a destinazione.

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