Spaccio di cocaina nell’hinterland, dure condanne per gli imputati

Spaccio di cocaina nell’hinterland, dure condanne per gli imputati

Lo shopping della droga, gestita da uomini e donne del clan Mazzarella, Lo Russo e Prestieri. 9 anni per la vedova del


Lo shopping della droga, gestita da uomini e donne del clan Mazzarella, Lo Russo e Prestieri. 9 anni per la vedova del boss Domenico Tambaro.

Condanne severe, così come richiesto dal Pm della Dda di Napoli Giovanni Conzo, per gli affiliati dei clan Mazzarella, Prestieri e Lo Russo operanti a Secondigliano, accusati di aver gestito, sino al 2008, numerose piazze di spaccio in diversi comuni dell’hinterland partenopeo e casertano, come Giugliano, Villaricca, Acerra, Teverola, Aversa, la stessa città di Caserta, Cancello Arnone, arrivando addirittura nel pisano.

Alle condanne di uomini come Gennaro Girone e Pasquale Vitale che si occupavano in prima persona della compravendita di cocaina, si sono aggiunte quelle di Francesca Romeo, residente a Villaricca e vedova del boss Domenico Tambaro (vicino al clan Bardellino) ucciso nel 1990 nella cosiddetta “strage dei giardinietti’’, Rita Castellone, sempre di Villaricca e Maria Martusciello,residente a Mugnano, tutte difesi dagli avvocati Raffaele Boccagna, Francesco Liguori e Nello Sgambato.

Per Francesca Romeo, la condanna è di 9 anni,  7 anni per Rita Castellone, 6 anni e 10 mesi  per Maria Martusciello.

La vedova del boss Tambaro coordinava lo spaccio degli stupefacenti custoditi e confezionate dalle altre due donne che molto spesso utilizzavano l’auto per rivendere le dosi nelle zone limitrofe.

Un ruolo centrale veniva svolto da Pasquale Vitale e Gennaro Boccia che, grazie ad un’organizzazione capillare sgominata grazie alle intercettazioni ambientali e telefoniche, durante le quali gli inquirenti hanno dovuto decriptare messaggi in codice riguardanti l’attività di spaccio, erano riusciti ad inondare di polvere bianca diversi comuni della provincia di Napoli e Caserta, arrivando persino nella città di Tirrenia, in provincia di Pisa, dove invece operavano altri due affiliati ai clan, Andrea Lettieri ed Elisa Di Paola.

Dal processo, è risultata invece assolta l’imputata Gabriella Feleppa, assistita dagli avvocati Marco Argirò e Massimo Trigari e per la quale i Pm avevano chiesto una condanna di 5 anni e mezzo.