Terra dei Fuochi, bruciare rifiuti ora è reato. Il decreto diventa legge

Terra dei Fuochi, bruciare rifiuti ora è reato. Il decreto diventa legge

Il provvedimento passa anche al Senato. Da domani scattano le manette per chi brucia immondizia in luoghi pubblici. Pene salate per chi


Il provvedimento passa anche al Senato. Da domani scattano le manette per chi brucia immondizia in luoghi pubblici. Pene salate per chi appicca rifiuti pericolosi

 

ROMA – Approvato in Senato il decreto legge 136/2013 sulle emergenze ambientali: Terra dei Fuochi e Ilva. Da domani bruciare rifiuti sarà considerato reato. Il secondo ramo del Parlamento ha licenziato il testo della Camera senza apportare modifiche. Previsti quindi anche l’intervento dell’esercito e lo screening sanitario di massa.

Hanno votato a favore del provvedimento, oggetto anche nelle settimane scorse di aspri scontri in Parlamento, 174 senatori, 58 contrari e 12 astenuti. Il M5s ha votato “no” al pari della Lega nord. Sel si è astenuta. Tutti gli altri gruppi hanno votato a favore.

Grande soddisfazione espressa dal Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e da attivisti del territorio. “E’ solo l’inizio”, il commento a caldo di Don Maurizio Patriciello. La speranza comune è che l’introduzione del reato di combustione illecita di rifiuti contrasti una delle cause principali dell’inquinamento della Terra dei Fuochi, oggetto da decenni di sversamenti illegali e roghi tossici.

Come recita l’articolo 256-bis della nuova legge sui reati ambientali, chiunque si macchi del reato di combustione illecita verrà punito con la reclusione da 2 a 5 anni. Se i rifiuti sono classificati come pericolosi, la pena aumenta da 3 a sei anni. Le pene sono aumentate di un terzo se i delitti sono commessi nell’ambito dell’attività di un’impresa  e se i fatti sono commessi in territori che, al momento della condotta e comunque nei cinque anni precedenti, siano o siano stati interessati da dichiarazioni di stato di emergenza nel settore dei rifiuti.

«Art. 256-bis. (Combustione illecita di rifiuti).

1. Salvo che il fatto costituisca più grave  reato,  chiunque  appicca  il  fuoco  a rifiuti abbandonati ovvero depositati  in  maniera  incontrollata  in aree non autorizzate è punito con la  reclusione  da  due  a  cinque anni. Nel caso in cui sia appiccato il fuoco a rifiuti pericolosi, si applica la pena della reclusione da tre a sei anni.

2. Le stesse pene si applicano a colui che tiene le condotte di cui all’articolo 255, comma 1, in funzione della  successiva  combustione illecita di rifiuti.

3. La pena è aumentata di un terzo se i delitti di cui al comma  1 siano commessi nell’ambito dell’attività di un’impresa o comunque di un’attività organizzata.

4. La pena è aumentata se i fatti di cui al comma 1 sono  commessi in territori che, al momento della condotta  e  comunque  nei  cinque anni precedenti, siano o siano stati interessati da dichiarazioni  di stato di emergenza nel settore dei rifiuti ai sensi  della  legge  24 febbraio 1992, n. 225.

5. I mezzi di trasporto utilizzati per la commissione  dei  delitti di cui al comma 1 sono confiscati ai sensi dell’articolo  259,  comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, salvo che il  mezzo appartenga a persona estranea al reato, la quale provi che l’uso  del bene  è  avvenuto  a  sua  insaputa  e  in  assenza  di  un  proprio comportamento negligente. Alla sentenza di condanna o  alla  sentenza emessa ai sensi dell’articolo 444  del  codice  di  procedura  penale consegue la confisca dell’area sulla quale è commesso il  reato,  se di proprietà dell’autore o del compartecipe al  reato,  fatti  salvi gli obblighi di bonifica e ripristino dello stato dei luoghi.

6. Si applicano le sanzioni di cui all’articolo 255 se le  condotte di cui al comma 1 hanno a oggetto i rifiuti di cui all’articolo  184, comma 2, lettera e).»

– See more at: http://www.greenreport.it/news/rifiuti-e-bonifiche/il-nuovo-delitto-di-combustione-illecita-di-rifiuti-facciamo-chiarezza/#sthash.qZ46louy.dpuf

«Art. 256-bis. (Combustione illecita di rifiuti).

1. Salvo che il fatto costituisca più grave  reato,  chiunque  appicca  il  fuoco  a rifiuti abbandonati ovvero depositati  in  maniera  incontrollata  in aree non autorizzate è punito con la  reclusione  da  due  a  cinque anni. Nel caso in cui sia appiccato il fuoco a rifiuti pericolosi, si applica la pena della reclusione da tre a sei anni.

2. Le stesse pene si applicano a colui che tiene le condotte di cui all’articolo 255, comma 1, in funzione della  successiva  combustione illecita di rifiuti.

3. La pena è aumentata di un terzo se i delitti di cui al comma  1 siano commessi nell’ambito dell’attività di un’impresa o comunque di un’attività organizzata.

4. La pena è aumentata se i fatti di cui al comma 1 sono  commessi in territori che, al momento della condotta  e  comunque  nei  cinque anni precedenti, siano o siano stati interessati da dichiarazioni  di stato di emergenza nel settore dei rifiuti ai sensi  della  legge  24 febbraio 1992, n. 225.

5. I mezzi di trasporto utilizzati per la commissione  dei  delitti di cui al comma 1 sono confiscati ai sensi dell’articolo  259,  comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, salvo che il  mezzo appartenga a persona estranea al reato, la quale provi che l’uso  del bene  è  avvenuto  a  sua  insaputa  e  in  assenza  di  un  proprio comportamento negligente. Alla sentenza di condanna o  alla  sentenza emessa ai sensi dell’articolo 444  del  codice  di  procedura  penale consegue la confisca dell’area sulla quale è commesso il  reato,  se di proprietà dell’autore o del compartecipe al  reato,  fatti  salvi gli obblighi di bonifica e ripristino dello stato dei luoghi.

6. Si applicano le sanzioni di cui all’articolo 255 se le  condotte di cui al comma 1 hanno a oggetto i rifiuti di cui all’articolo  184, comma 2, lettera e).»

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«Art. 256-bis. (Combustione illecita di rifiuti).

1. Salvo che il fatto costituisca più grave  reato,  chiunque  appicca  il  fuoco  a rifiuti abbandonati ovvero depositati  in  maniera  incontrollata  in aree non autorizzate è punito con la  reclusione  da  due  a  cinque anni. Nel caso in cui sia appiccato il fuoco a rifiuti pericolosi, si applica la pena della reclusione da tre a sei anni.

2. Le stesse pene si applicano a colui che tiene le condotte di cui all’articolo 255, comma 1, in funzione della  successiva  combustione illecita di rifiuti.

3. La pena è aumentata di un terzo se i delitti di cui al comma  1 siano commessi nell’ambito dell’attività di un’impresa o comunque di un’attività organizzata.

4. La pena è aumentata se i fatti di cui al comma 1 sono  commessi in territori che, al momento della condotta  e  comunque  nei  cinque anni precedenti, siano o siano stati interessati da dichiarazioni  di stato di emergenza nel settore dei rifiuti ai sensi  della  legge  24 febbraio 1992, n. 225.

5. I mezzi di trasporto utilizzati per la commissione  dei  delitti di cui al comma 1 sono confiscati ai sensi dell’articolo  259,  comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, salvo che il  mezzo appartenga a persona estranea al reato, la quale provi che l’uso  del bene  è  avvenuto  a  sua  insaputa  e  in  assenza  di  un  proprio comportamento negligente. Alla sentenza di condanna o  alla  sentenza emessa ai sensi dell’articolo 444  del  codice  di  procedura  penale consegue la confisca dell’area sulla quale è commesso il  reato,  se di proprietà dell’autore o del compartecipe al  reato,  fatti  salvi gli obblighi di bonifica e ripristino dello stato dei luoghi.

6. Si applicano le sanzioni di cui all’articolo 255 se le  condotte di cui al comma 1 hanno a oggetto i rifiuti di cui all’articolo  184, comma 2, lettera e).»

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