Dipendenti Bacino, inizia lo sciopero della fame. Sollazzo si lega fuori alla Regione

Dipendenti Bacino, inizia lo sciopero della fame. Sollazzo si lega fuori alla Regione

“Non ho i soldi per comprare i medicinali”, denuncia l’operaio residente a Melito. Dopo Sanremo chiede ora di parlare con il governatore


“Non ho i soldi per comprare i medicinali”, denuncia l’operaio residente a Melito. Dopo Sanremo chiede ora di parlare con il governatore Stefano Caldoro

NAPOLI – Dalle minacce di suicidio allo sciopero della fame. Lo fanno per disperazione, i dipendenti del Consorzio Unico di Bacino. “Altro che attori”, urlano. Non percepiscono lo stipendio da 17 mesi, hanno famiglia e mutui da pagare. E così, dopo la protesta in eurovisione inscenata nel Teatro Ariston durante la prima serata di Sanremo, una volta sgonfiata la bolla mediatica, hanno ripreso a manifestare questa mattina. Sciopero della fame e presidio dinnanzi alla sede della Giunta Regionale della Campania, in Via Santa Lucia, nell’attesa e nella speranza di incontrare il governatore Stefano Caldoro.

protesta santa lucia2“Aspettiamo che venga per consegnargli l’ennesima lettera – dichiarano i manifestanti – non ne possiamo più di non essere considerati. Abbiamo delle famiglie da mandare avanti”. Fra i dipendenti molti lavoratori residenti nell’area Nord di Napoli. Antonio Sollazzo, operaio del Bacino residente a Melito, ha avviato da poche ore lo sciopero della fame. Si è inchiodato su una sedia, con le mani legate, un cartellone piantato alle spalle con cui chiede a Caldoro che venga restituita dignità ai lavoratori del Consorzio.

“Intraprendo lo sciopero della fame a nome di tutti i miei colleghi – ha dichiarato Sollazzo al Meridiano News -. Soffro anche di ipertensione, ma non ho i soldi per comprare i farmaci salvavita. Sono disposto a rischiare la salute per far valere i miei diritti”. Poi continua: “Ho già consegnato una fotocopia della lettera a un segretario della squadra di Caldoro. Mi ha detto che il Presidente torna domani. E io lo aspetto qui. Senza bere né mangiare”.

La zona è presidiata dalla Digos e da due camionette dei Carabinieri. La manifestazione però si sta svolgendo in maniera pacifica e per fortuna non sono stati segnalati danni. I dipendenti del Consorzio Unico di Bacino non “chiedono pietà, ma solo il riconoscimento della loro dignità di lavoratori”.