Gabriele campione di taekwondo porta Giugliano ai Mondiali dell’Azerbaijan

Gabriele campione di taekwondo porta Giugliano ai Mondiali dell’Azerbaijan

Lo scorso aprile si è laureato campione italiano categoria -45 kg. Ora lo aspetta la capitale Baku GIUGLIANO – Troppe volte il


Lo scorso aprile si è laureato campione italiano categoria -45 kg. Ora lo aspetta la capitale Baku

GIUGLIANO – Troppe volte il calcio ruba le pagine dei quotidiani sportivi e spesso ingiustamente. Una vittoria su un polveroso campo dilettantistico smuove più anime. In questa logica i cosiddetti sport “minori” pagano dazio. Può così sfuggire l’affermazione del dodicenne Gabriele Caulo campione nazionale di taekwondo, vittorioso nella competizione nazionale svolta lo scorso febbraio a Napoli. Non deve però passare inosservato che rappresenterà l’Italia nei campionati del mondo in Azerbaijan. Il prossimo luglio nell’ex Unione Sovietica porterà la propria nazione sotto gli occhi del mondo.

Gabriele è poco più di un bambino che ogni pomeriggio, dal lunedì al sabato, va ad allenarsi alla palestra Canguro a via Marchesella. Dopo la scuola prende il borsone in spalla in direzione palestra, dove si allena due ore al giorno. La prima viene trascorsa per esercizi per la preparazione atletica mentre la seconda è dedicata all’arte marziale di origine coreana, il cui nome – nell’idioma asiatico – significa “arte dei calci e dei pugni in volo”.

«Sin da piccolo ho sempre avuto un carattere esuberante che è stato indirizzato da mia madre verso questo sport – ammette Gabriele – La vittoria al campionato italiano non l’ho compresa subito vista tutta l’adrenalina che avevo in corpo, solo la sera mi è stato tutto chiaro. Questo risultato sarà solo un punto di partenza, voglio continuare ad allenarmi e dare il massimo al prossimo mondiale». La maggior parte degli atleti che hanno scelto gli sport olimpici aspirano ad entrare nei centri sportivi delle forze armate o dei corpi di polizia.

A guidare i giovani ci sono i maestri Antonio e Giuseppe Napolano che hanno aperto la palestra nel 1977: «Il nostro primo campione europeo si è imposto nel 1982. Seguiamo i nostri atleti dalla preparazione fisica all’alimentazione, questo è uno sport in cui la dedizione e il sacrificio sono al primo posto – Antonio poi sfata alcuni luoghi comuni sul taekwondo – Non è un sport violento ma di contatto, pochissimi sono i traumi riportati dai nostri ragazzi grazie alle protezioni».