Gli scout ricordano don Peppe Diana, più di 5000 a Casal di Principe

Gli scout ricordano don Peppe Diana, più di 5000 a Casal di Principe

Un fiume di camicie azzurre per colorare la città del prete coraggio, ucciso 20 anni fa dalla camorra CASAL DI PRINCIPE –


Un fiume di camicie azzurre per colorare la città del prete coraggio, ucciso 20 anni fa dalla camorra

CASAL DI PRINCIPE – Sono arrivati da ogni angolo della Campania, ed in molti casi anche da più lontano, per ricordare don Peppe Diana, sacerdote simbolo della lotta alla camorra ucciso nella sua parrocchia la mattina del 19 marzo di 20 anni fa, mentre nel giorno del suo onomastico si accingeva a celebrare la messa.

20 anni in cui, per stessa ammissione della signora Iolanda, mamma di don Peppe, sono stati soprattutto gli scout a tenerne viva la memoria, prima ancora che la giustizia facesse il suo corso spazzando via il fango gettato su di lui e condannando gli autori di quello che fu un omicidio di camorra, ai danni di un prete trentaseienne che non voleva sottostare al clima di connivenza ed omertà che opprimeva la sua cittadina. E che anzi si ribellò alla morsa dei boss, incitando la popolazione a ribellarsi attraverso il documento “per amore del mio popolo non tacerò”.

Stamattina Casale è tornata a colorarsi di azzurro, con oltre 5000 scout che hanno sfilato per le vie della città con cori, simboli e striscioni, transitando sotto il balcone di mamma Iolanda che li ha salutati agitando il fazzolettone che don Peppe portava al collo quando era in attività. Poi il fiume di giovani (dagli 8 ai 20 anni) accompagnati dai loro capi è arrivato fino al piazzale antistante il cimitero dove riposa don Diana, qui dopo la cerimonia dell’alzabandiera canti, riflessioni e testimonianze hanno scandito la giornata, chiusa dalla celebrazione della Santa Messa officiata dal Vescovo della diocesi di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, e da tutti gli assistenti dei gruppi scout presenti.

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