Le mani della mafia sui trasporti, anche i Mallardo nel patto con i Riina

Le mani della mafia sui trasporti, anche i Mallardo nel patto con i Riina

Condanne in primo grado per il sodalizio  fra camorra e Cosa Nostra per il controllo dei trasporti della frutta. 4 anni e


Condanne in primo grado per il sodalizio  fra camorra e Cosa Nostra per il controllo dei trasporti della frutta. 4 anni e 6 mesi ad Antonio Panico, uomo dei “carlantonio”

 

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Mafia corleonese e camorra casalese alleate per controllare il trasporto su gomma nei mercati ortofrutticoli del Centro-Sud. Giugliano, Parete, Fondi, Pagani, Aversa, Trentola Ducenta, Gela, Catania e Palermo. Le indagini partite nel 2010 hanno avuto il primo epilogo. In primo grado il processo contro 15 imputati ritenuti affiliati al clan dei casalesi e alla mafia siciliana ha portato a 9 condanne e 6 assoluzioni.

Fra i condannati eccellenti, spicca il fratello di Totò Riina, Gaetano, che sconterà 6 anni di carcere. 12 anni di carcere invece al cugino omonimo di Sandokan, mentre per il cugino Paolo Schiavone la condanna è di 10 anni. Ma fra i nomi è quello di Antonio Panico, considerato dai giudici il “dominus” dei Mallardo nel trasporto su gomma, quello che interessa di più le dinamiche criminali dell’hinterland giuglianese.

Panico è stato condannato a 4 anni e 6 mesi. Secondo gli inquirenti era lui che faceva da referente del clan dei Mallardo di Giugliano nel patto criminale siglato fra i Casalesi e Cosa Nostra. Tra i clan vigeva un patto di territorialità per cui, i casalesi, tramite la “Paganese Trasporti” non potevano fare affari nel territorio dei Mallardo, dove regnava il monopolio della “Panico Trasporti”, e viceversa.