Qualiano, raid vandalico alla villa comunale. Danni alla guardia medica

Qualiano, raid vandalico alla villa comunale. Danni alla guardia medica

Secondo episodio in meno di tre giorni, dopo l’altra intrusione di lunedì scorso QUALIANO – Non c’è pace per la villa comunale


Secondo episodio in meno di tre giorni, dopo l’altra intrusione di lunedì scorso

QUALIANO – Non c’è pace per la villa comunale cittadina, che per la seconda volta in questa settimana, viene visitata dai balordi, che provocano una serie di danni alla struttura ed al locale della Guardia Medica. Il nuovo episodio vandalico è avvenuto stasera, dopo la chiusura della struttura di via Palumbo, dove erano in corso lavori di ripristino dei danni avvenuti nella serata a cavallo tra lunedì e martedì.

A fare la scoperta è stato proprio il personale della Guarda Medica che ha allertato il personale del Comune e sul posto sono immediatamente giunti il sindaco Ludovico De Luca, l’assessore al Patrimonio Bonaventura Cerqua, e l’ing. Costantino, dirigente dell’UTC. Dalla verifica è emerso, che i vandali hanno rotto il vetro di una porta del locale, mentre hanno sfondato il pannello della porta del bagno, divelti cassetti dalla scrivania e persino sfondato un vetrocemento.

“Beh non ci sono parole per stigmatizzare quello che è accaduto.- sottolinea con amarezza il Primo Cittadino- Questo è un bene di tutta la cittadinanza di Qualiano, accanirsi contro le cose e per di più della Guardia medica che offre un servizio a tutta la cittadinanza non trova alcuna giustificazione. Una doppia aggressione alla in soli due giorni però non può essere un caso, va sommato ai tanti episodi strani che stanno accadendo ultimamente”.

Villa comunale anche nella notte tra il 10 e l’11 marzo era stata visitata da balordi ignoti che avevano reso l’area pubblica inagibile per l’utenza ed erano in corso dei lavori di ripristino. “Ripristineremo lo spazio degnamente, come la nostra cittadina merita.- dice l’assessore Cerqua-Ci auguriamo che chi ha commesso atti del genere comprende che ha sottratto un bene pubblico all’utilizzo della collettività”.