Resit, ancora coltivazioni di fianco alla discarica. Tutto regolare?

Resit, ancora coltivazioni di fianco alla discarica. Tutto regolare?

Sta circolando su facebook la foto che ritrae un terreno dissodato a ridosso dell’ex Resit di Giugliano, uno dei siti più inquinati


Sta circolando su facebook la foto che ritrae un terreno dissodato a ridosso dell’ex Resit di Giugliano, uno dei siti più inquinati della Campania. Insorge il popolo del web

GIUGLIANO – L’anomalia fu denunciata già dal programma “Le Iene” durante un servizio andato in onda qualche mese fa. Coltivazioni di pomodori in un terreno ubicato a ridosso dell’ex Resit di Giugliano, località Tre Ponti. Ora stanno circolando su facebook molte foto che ritraggono lo stesso terreno dissodato e pronto per la semina. Tutto regolare?

resit2Difficile dirlo. Non sono state divulgate le coordinate geografiche dei campi a cui corrispondono i 51 siti classificati a rischio nell’ultimo dossier interministeriale depositato a Palazzo Chigi. Sappiamo però che l’ex Resit è una delle zone più inquinate della Campania, dove sono stati smaltiti per decenni in maniera illegale quintali e quintali di rifiuti tossici. E’ la discarica appartenuta a Cipriano Chianese, l’avvocato della camorra arrestato lo scorso dicembre con l’accusa di disastro ambientale e considerato dagli inquirenti l’inventore dell’ecomafie. E’ la discarica per la quale il geologo Giovanni Balestri formulò la profezia dell’avvelenamento di massa nel 2064, anno in cui il percolato dovrebbe raggiungere le falde acquifere contaminando ettari e ettari di terreno.

E’ possibile coltivare a ridosso di uno sversatoio sotto sequestro, dove sono in corso nel sottosuolo reazioni chimiche ed esalazioni di fumarole? Il biogas sprigionato dalla discarica non ha effetti sulle coltivazioni di pesche e pomodori circostanti? I sospetti restano e sono numerosi. Se quel terreno rientra fra i 51 siti a rischio individuati dal dossier interministeriale, i prodotti agricoli lì coltivalti sono interdetti e non possono essere immesi sul mercato perché ritenuti pericolosi per la salute pubblica.

Nell’incertezza, molti cittadini-utenti chiedono alle istituzioni che venga fatta chiarezza e che vengano attivati tutti i controlli necessari a tranquilizzare la popolazione sulla qualità dei prodotti coltivati nelle zone a ridosso delle discariche. “Secondo me Caldoro ha dimenticato quella zona…..distrazioni politiche e confusione ai cittadini”, scrive Carmine. “Sanno bene tutto … e’ chiaro che nn vogliono fare nulla..ora che i riflettori sono puntati sulla questione tocca a noi cittadini tenerli ancora accesi e denunciare le anomalie”, insiste Giulia.