Terra dei Fuochi, arriva il dossier al Governo. Solo il 2% del territorio non è coltivabile

Terra dei Fuochi, arriva il dossier al Governo. Solo il 2% del territorio non è coltivabile

Crollato il mito negativo del Made in Campania. I nostri prodotti sono buoni. Il documento è stato presentato stamattina al Governo ROMA


Crollato il mito negativo del Made in Campania. I nostri prodotti sono buoni. Il documento è stato presentato stamattina al Governo

ROMA –  I dati forniti dal dossier presentato oggi a Palazzo Chigi dai ministri Beatrice Lorenzin,  Gian Luca Galletti, Maurizio Martina e dal presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, sembrano sfatare il mito negativo della Terra Dei Fuochi. Solo il 2 % degli ettari esaminati, secondo il documento, non è coltivabile. Appena lo 0,14 % dell’intera Campania.

Sotto la lente di ingrandimento delle istituzioni sono finiti in tutto 57 comuni incrociando i dati Agea, Arpa Campania, Ispra, Izme e altri enti, fra cui l’Università di Napoli Federico II. Le aree passate al setaccio sono state raggruppate in cinque categorie di rischio: solo sette sono rientrate nell’ultima, cioè quella ad alto rischio. Mentre per circa 44, rientranti nella quarta, è stata inibita la coltivazione fino alla conclusione delle indagini.

I dati evidenziati dal dossier interministeriale sembrano riabilitare l’immagine del Made in Campania, dopo le campagne denigratorie che molte aziende del Nord, fra cui la Pomì, hanno portato avanti negli ultimi mesi. I prodotti agricoli campani, stando al documento presentato oggi al Governo, sono in gran parte sicuri e non presentano fattori di rischio maggiori di altri prodotti coltivati in altre zone d’Italia.

Dei 64 ettari di terreno considerati ad alto rischio, a Giugliano se ne contano 17. L’area più danneggiata quella fra Acerra, Succivo, Giugliano, Caivano e Villa Literno. Le altre fra Castel Volturno, Villa Literno e Nola. I prodotti agricoli coltivati in queste aree non potranno essere immessi sul mercato.