Calvizzano, vigili trasferiti in via Aldo Moro. Di nuovo occupati i locali utilizzati dall’Asl e sgomberati a dicembre

Calvizzano, vigili trasferiti in via Aldo Moro. Di nuovo occupati i locali utilizzati dall’Asl e sgomberati a dicembre

Il sindaco Salatiello: «Riordino degli uffici comunali per ragioni economiche e per garantire servizi migliori ai cittadini» CALVIZZANO – Tornano ad essere


Il sindaco Salatiello: «Riordino degli uffici comunali per ragioni economiche e per garantire servizi migliori ai cittadini»

CALVIZZANO – Tornano ad essere occupati i locali di via Aldo Moro dopo lo sgombero ordinato dal primo cittadino Giuseppe Salatiello nel dicembre scorso. A prenderne possesso i vigili urbani, già insediatisi negli uffici che hanno ospitato in passato il personale dell’azienda sanitaria locale. I caschi bianchi di Calvizzano hanno a loro volta liberato la struttura di via Largo Caracciolo, lasciando così spazio, nella loro ex base operativa, all’ufficio anagrafe.

Cambiamenti che sarebbero stati dettati da ragioni organizzative ed economiche. Il primo cittadino, tempo fa, decise infatti di porre fine alla convenzione stipulata dall’Asl con la precedente amministrazione per l’utilizzo dei locali di via Aldo Moro, annunciando l’intenzione di voler risparmiare sul fitto mensile dei locali a carico del Comune. Una decisione che alzò un polverone di polemiche ed innescò una controversia tra l’Ente e l’Asl ad oggi non ancora risolta.

Sul riordino degli uffici comunali, il sindaco Salatiello precisa: «Abbiamo provveduto ad una riorganizzazione dei locali non solo per ragioni economiche, ma anche per garantire un servizio migliore alla cittadinanza, spostando al piano terra l’anagrafe, precedentemente ubicata al primo piano. Puntiamo ad una qualità maggiore per i nostri cittadini. Inoltre, se prima pagavamo 3.000 al mese di fitto per l’occupazione da parte dell’Asl dei locali di via Aldo Moro, adesso non spendiamo più questa cifra». E sul contenzioso con l’azienda sanitaria aggiunge: «Siamo in attesa. Verificheremo le loro richieste».