Il Clan Mallardo usava gli extracomunitari come staffette per consegnare gli ordini

Il Clan Mallardo usava gli extracomunitari come staffette per consegnare gli ordini

Il sistema nacque, 9 anni fa, nel  carcere de L’Aquila allo scadere del 41 bis ai boss GIUGLIANO – Continuano le rivelazioni


Il sistema nacque, 9 anni fa, nel  carcere de L’Aquila allo scadere del 41 bis ai boss

GIUGLIANO – Continuano le rivelazioni dei pentiti del Clan Mallardo. Questa volta emerge un nuovo meccanismo per la comunicazione tra i Padrini e gli affiliati a piede libero: l’utilizzo delle staffette di origine extracomunitaria. Il meccanismo fu messo in moto già nel 2005 nel carcere de L’Aquila. Un collaboratore di giustizia sostiene che un capoclan al cambio di regime dal carcere duro al 41 bis a quello di alta sorveglianza, coglie il momento per consegnare i pizzini e ordini agli stranieri che lavoravano nel penitenziario.

Il sodalizio criminale tra le frange locali e quelle extracomunitarie nasce in strada con la gestione della prostituzione. In quei contesti si instaurano forti sodalizi criminali che hanno ramificazione financo nello spaccio della droga. Dalle vicinanze dei due poteri illeciti, si instaura una collaborazione reciproca. I camorristi utilizzano anche le basse maestranze straniere per il controllo del territorio, mentre quest’ultime si sentono legittimate alla continuazione dei loro traffici. Intanto si registrano nuove dichiarazione del pentito Giuliano Pirozzi nel processo “Caffe macchiato”.