La “tammorra dei briganti”: tanto orgoglio meridionalista ma festeggiamenti deludenti

La “tammorra dei briganti”: tanto orgoglio meridionalista ma festeggiamenti deludenti

Poca gente per le strade e Via Roma aperta al traffico. Buon successo invece per il convegno sui briganti e sul Meridione


Poca gente per le strade e Via Roma aperta al traffico. Buon successo invece per il convegno sui briganti e sul Meridione a Palazzo Palumbo

GIUGLIANO – Una due-giorni fitta di eventi con La Tamorra dei Briganti. Sabato e domenica Giugliano ha avuto la possibilità di festeggiare i suoi prodotti e la sua terra grazie alle associazioni Aicast, Liberal e ad altri partner dell’evento. La kermesse prevedeva una sagra dei sapori locali con stand siti a Corso Campano e a via Roma, un convegno sui briganti e sulla storia del Meridione post-unitario. Le strade per l’occasione dovevano ospitare gruppi di danzatori di tammurriata e una sfilata di carretti dell’epoca.

Così è stato, ma solo in parte. Infatti, solo Corso Campano è stato chiuso al traffico, mentre a via Roma si circolava tranquillamente. Inoltre, nonostante la presenza dei vigili sin dal pomeriggio di sabato, qualche automobilista ha parcheggiato senza incorrere in multe lungo la strada interessata, ostacolando i due gruppi di ballerini e i musicisti che intrattenevano i cittadini giuglianesi.

Poco successo hanno avuto anche le bancarelle collocate al corso, presso le quali era possibile assaggiare fave, mozzarella, vino locale e salumi con un piccolo contributo. Alcuni negozianti hanno lamentato la scarsa partecipazione degli esercizi commerciali, i cui titolari hanno abbassato le serrande molto prima dell’orario concordato (h. 22.00), visto che domenica mattina solo qualcuno ha deciso di aprire.

tammorra2A Palazzo Palumbo si è tenuto l’incontro, moderato da Domenico Ciccarelli, sulla storia dei briganti e del Meridione. Strettamente connesso al convegno, il logo dell’evento mostrava un Sud capovolto, poiché, secondo gli organizzatori, sfruttato e sottomesso dal periodo post-unitario. “Se i vincitori hanno scritto la storia, tocca a noi ricercare tra gli archivi privati e pubblici la veridicità delle notizie”, commentano gli autori del convegno. I briganti, descritti nei libri come dei malviventi sanguinari, vanno dunque rivalutati come degli eroici patrioti, strenui sostenitori della dinastia borbonica, portatori di ricchezza e valori nel Regno delle due Sicilie.

“Lo scopo dell’evento – ha sottolineato l’organizzazione – è di suscitare orgoglio e interesse nei cittadini per la propria terra. È necessario che il Sud rialzi la testa e si riappropri di ciò che ci è stato tolto”. Per far questo è giusto ripartire dalle proprie origini e la tammurriata è propria del patrimonio tradizionale giuglianese. Sono intervenuti il presidente dell’associazione Illimitarte, Raffaele Cardone, e dell’associazione musicale, Enzo Pennacchio. L’ingegnere Angelo Morlando ha brevemente illustrato la situazione attuale di inquinamento delle acque del territorio campano.

La parola infine è passata al prof. Gulí, autore del libro “La storia dei vinti” che ha illustrato come e perché da grande regno, il Sud diventò una colonia trascurata. Un’emozionante azione teatrale dell’attore Fabio Pezzurro, del chitarrista Marcello Parisi e della cantante Raffaella Gaudieri ha commosso i presenti. Dopo che l’antropologa Maria Silvestri ha introdotto l’esibizione di un piccolo seguace della tammurriata giuglianese, l’incontro si è concluso con delle immagini dell’ultima eroina dei briganti, Filomena Pennacchio, accompagnate da qualche minuto di silenzio e da una canzone in quattro dialetti meridionali.

Le strade non sono state affollate dai giuglianesi, che non riescono a riscoprire il valore e l’attaccamento al territorio. Forse dovrebbero far proprio il canto dei briganti, intitolato “libertà” che intona così: “a’ terr’ è a’ nost’ e nun s’adda tuccà”.

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