Liternum come Pompei. Il sito archeologico fra degrado e rischio crollo

Liternum come Pompei. Il sito archeologico fra degrado e rischio crollo

A lanciare l’allarme l’archeologo Manlio Lilli su Il Fatto Quotidiano. L’area è “sostanzialmente inaccessibile”. E molte cortine murarie stanno per cedere LAGO


A lanciare l’allarme l’archeologo Manlio Lilli su Il Fatto Quotidiano. L’area è “sostanzialmente inaccessibile”. E molte cortine murarie stanno per cedere

LAGO PATRIA – Anche Giugliano ha la sua Pompei. A denunciarlo l’archeologo Manlio Lilli in un articolo pubblicato oggi sul Fatto Quotidiano (Pompei è un parcheggio, Liternum un campo di calcio). Il sito archeologico di circa 85mila metri quadri, che si sviluppa lungo le sponde del Lago Patria, e che ospita i resti di una delle colonie romane più antiche della Campania, versa in uno stato di degrado e abbandono che rischia di comprometterne la conservazione e il mantenimento.

“La loro conservazione è più che precaria. Con parti delle cortine murarie che minacciano di crollare. Mentre altre già lo hanno fatto”, scrive Lilli. A cui si aggiungono “le immondizie di ogni tipo” che circondano l’ara in onore di Scipione l’Africano e il Capitolium. Ma il paradosso è che oltre i cartelli di “vietato l’ingresso” si gioca a pallone. I ragazzi della zona entrano nel sito e tirano calci a un Super Santos in barba ai divieti.

liternum2“Insomma – continua amareggiato l’archeologo – sembra la solita storia. Una delle tante disperse per l’Italia. Un’area archeologica, la sua parte più cospicua dal punto di vista monumentale, dalle grandi potenzialità, sostanzialmente inaccessibile. Privata di ogni possibilità di introito”. A complicare la situazione di degrado del sito anche l’abusivismo che assedia il parco di Liternum. Un’abitazione abusiva a ridosso dell’Ara, denuncia Manlio Lilli, ha inglobato parte delle mura di una domus, mentre un altro edificio è stato eretto proprio lungo l’antico tracciato della Domitiana che immetteva nel foro.

Degrado e abbandono non sembrano trovare giustificazioni, se si pensa che il parco è stato istituito nel 2009 e la sua cura, manutenzione, custodia e gestione sono state affidate alla Pro Loco Litorale Domitio, con risultati, a quanto pare, poco incoraggianti. Una boccata d’ossigeno potrebbe ora provenire dai Fondi POR e FESR per il triennio 2013-2015. 2,5 miliardi di euro destinati alla promozione e alla valorizzazione del sito archeologico. “Il dubbio però che anche a Liternum, come a Pompei, le criticità non siano da addebitare alla mancanza di risorse, viene. L’idea che il problema non sia dentro le aree archeologiche sempre meno vaga”, conclude l’archeologo.