Omicidio Arcangelo Romano, riaperta l’inchiesta dopo 31 anni dalla scomparsa dell’uomo di Giugliano

Omicidio Arcangelo Romano, riaperta l’inchiesta dopo 31 anni dalla scomparsa dell’uomo di Giugliano

I due indagati, accusati di omicidio e occultamento di cadavere, sono Salvatore De Costanzo e Maurizio Cavuoto GIUGLIANO. Omicidio Arcangelo Romano, riaperto


I due indagati, accusati di omicidio e occultamento di cadavere, sono Salvatore De Costanzo e Maurizio Cavuoto

GIUGLIANO. Omicidio Arcangelo Romano, riaperto il caso dopo 31 anni. Nei giorni scorsi è stato infatti notificato l’avviso di conclusione di indagine a due indagati per l’omicidio di Romano, 36enne di Giugliano ucciso negli anni ottanta a Rimini, durante la guerra tra clan scoppiata per il controllo delle bische clandestine in Emilia Romagna.

I due indagati, che dovranno rispondere dell’accusa di omicidio e occultamento di cadavere (il corpo di Arcangelo Romano non è stato mai ritrovato), sono Salvatore De Costanzo, di 72 anni e residente a Napoli, che secondo gli inquirenti avrebbe eseguito l’omicidio e Maurizio Cavuoto, 54enne residente a Gambettola, accusato di aver occultato il cadavere. Mandante dell’omicidio sarebbe invece il boss Angelo Epaminonda, deceduto nel 2005.

Il caso della “lupara bianca” era già tornato alla ribalta nel 2011, quando all’allora questore di Rimini arrivò una lettera anonima in cui si confessava l’omicidio di Romano. Per quell’assassinio fu arrestato all’epoca Domenico Saccà, che però si era sempre dichiarato innocente. L’uomo fu condannato in cassazione a 24 anni di carcere e morì suicida proprio nel 2011, all’indomani della riapertura del caso.