Qualiano, nuovo raid in villa comunale. Distrutti 28 gazebi e alcune panchine

Qualiano, nuovo raid in villa comunale. Distrutti 28 gazebi e alcune panchine

L’amarezza e la delusione del sindaco De Luca: «Non c’è alcuna giustificazioni a queste azioni che fanno male solo all’intera città e


L’amarezza e la delusione del sindaco De Luca: «Non c’è alcuna giustificazioni a queste azioni che fanno male solo all’intera città e l’impoveriscono di ogni iniziativa»

QUALIANO – Nuova irruzione nella Villa Comunale. Questa notte alcuni banditi si sono introdotti nella struttura pubblica di Via Palumbo distruggendo ben 28 gazebo dei 40 allestiti, che hanno ospitato la fiera di Pasqua svoltasi nel week-end appena trascorso. I vandali, per la quarta volta in meno di due mesi, durante la loro incursione non hanno risparmiato nulla. Oltre a strappare I fili elettrici e le lampadine, per poi usarle come bersaglio, hanno sradicato il palchetto ed addirittura scardinato le panchine per lanciarle nella fontana. Insomma, una devastazione senza apparente motivazione che ha sconcertato il primo cittadino e gli addetti alla fiera, I quali questa mattina si sono ritrovati a dover assistere ad uno scenario di pura distruzione.

«E’ un’azione fatta da ragazzi, che forse qualcuno ha anche pagato per far fare questi danni e creare difficoltà. Certamente il risultato è che la prossima volta, invece, di sprecare le nostre energie qua, nel nostro paese, e far muovere qualcosa in questi tempi di crisi, organizzeremo le nostre fiere in paesi vicino dove si sta più tranquilli afferma amareggiato Vito Valletta, uno degli addetti alla fiera.

Altrettanta delusione e dispiacere da parte del sindaco De Luca, il quale ha fatto sapere che: «Seppure può essere il gesto di malessere di un gruppo di giovani della nostra città, penso che tutta la politica abbia una parte di responsabilità in queste azioni, che vengono alimentate da un clima poco sereno, teso sempre alle accuse ed a mettere in risalto azioni negative. L’unico risultato, purtroppo, è quello di vedere che anche le persone che si impegnano faticosamente a fare cose buone, per la nostra città, poi mollano e vadano altrove. Alla fine a rimetterci è l’intera comunità».