Si era ammalato combattendo i rifiuti tossici, Roberto Mancini è morto questa mattina

Si era ammalato combattendo i rifiuti tossici, Roberto Mancini è morto questa mattina

Il poliziotto era stato il primo a denunciare gli sversamenti illeciti in Terra dei Fuochi; era ammalato da 12 anni PERUGIA –


Il poliziotto era stato il primo a denunciare gli sversamenti illeciti in Terra dei Fuochi; era ammalato da 12 anni

PERUGIA – Si è spento questa mattina all’alba Roberto Mancini, commissario della Criminalpol che ha indagato per anni sul traffico dei rifiuti tossici sversati in quella che oggi tutti conoscono come “Terra dei Fuochi”. Proprio nel corso delle sue indagini ha contratto un cancro del sangue (linfoma di Hodgkin), dovuto alle continue esposizioni a sorgenti tossiche e radioattive, come confermato da una commissione medica.

Mancini fu uno dei primi investigatori ad indagare sul traffico illecito di rifiuti: le sue indagini partono, infatti, nel lontano 1994. Nel 1996 Mancini consegna alla Dda di Napoli un rapporto puntuale e dettagliato sullo sversamento di rifiuti tossici e radioattivi, controllato dai Casalesi, in quella che un tempo era la Campania Felix. Un rapporto che però resterà chiuso in un cassetto per ben 15 anni e che vedrà la luce soltanto quando il caso Terra dei Fuochi era ormai scoppiato.

Durante una delle sue ultime interviste, rilasciate a Servizio Pubblico, Mancini dichiarò come la sua informativa fosse “rimasta nel cassetto per 15 anni. Se l’avessero presa in considerazione, se avessero fatto ulteriori accertamenti, forse qualche morto si sarebbe potuto evitare”. Mancini lascia una moglie e una figlia. Due anni fa la Cancellieri gli riconobbe un indennizzo di soli 5mila euro. Particolarmente forti le parole della deputata Lombardi che in tweet ha scritto: «Roberto Mancini è morto, ucciso dallo Stato che ha servito fedelmente». I funerali sabato 3 maggio a Roma.