Terra dei Fuochi, ieri la presentazione del libro di Don Patriciello a Mugnano

Terra dei Fuochi, ieri la presentazione del libro di Don Patriciello a Mugnano

Si chiama “Non aspettiamo l’Apocalisse” ed è stato scritto a quattro mani con il giornalista Marco Demarco. Molti gli interventi. Il parroco


Si chiama “Non aspettiamo l’Apocalisse” ed è stato scritto a quattro mani con il giornalista Marco Demarco. Molti gli interventi. Il parroco di Caivano: “Per salvarci occorre la rivoluzione”

Ieri nella sala consiliare del Comune di Mugnano si è tenuta la presentazione del libro di padre Maurizio Patriciello “Non aspettiamo l’Apocalisse”, scritto a quattro mani con il giornalista Marco Demarco. “La parola emergenza”, sostiene la moderatrice Francesca Scarpato, “fa pensare a un momento di passaggio, ma per i territori coinvolti nel disastro ambientale questa emergenza si protrae da ormai troppo tempo. Il testo scritto dal sacerdote simbolo della battaglia che coinvolge i comuni del casertano e del napoletano, è un libro-inchiesta che spiega quanto è stato operato in questi anni e quanto ancora c’è da fare per frenare l’aumento delle patologie tumorali”.

Il sindaco di Mugnano, Giovanni Porcelli, ha ricordato il dolore delle famiglie toccate dalla malattia e la preoccupazione con cui affrontano la vita. Porcelli ha aggiunto: “Oggi non riusciamo più a distinguere ciò che è sicuro da ciò che non può inquinare”. All’incontro era presente anche il sindaco di Cardito, Giuseppe Cirillo, il quale ha sollecitato ciascuno ad essere sentinella nel piccolo per risollevare le sorti dei paesi coinvolti. Leonardo Impegno, deputato commissione attività produttive alla Camera, si è detto molto emozionato dalla lettura del libro per le tragedie familiari raccontate. Ha parlato della perdita di credibilità e della fiducia nella politica, chiosando: “Più debole è lo Stato, meno soluzioni si trovano a favore del popolo”.

patriciello libro2Il coautore di “Non aspettiamo l”Apocalisse”, Marco Demarco, ha spiegato la scelta del titolo, chiarendo che l’Apocalisse è intesa come il punto di non ritorno. Nel caso specifico, essa è stata fissata da un geologo con una data precisa, il 2060, anno in cui l’inquinamento sarà irreversibile “se utilizziamo la stessa modalità di smaltimento”. Il giornalista ha confessato che non aveva mai creduto nella forza dei movimenti, ma anche di essersi ravveduto dopo aver conosciuto padre Maurizio. “La sua parrocchia”, ha aggiunto, “è diventata la casa del popolo. In don Patriciello si sono congiunte modernità e tradizione. Grazie alla tecnologia e ai nuovi mezzi di comunicazione il problema del disastro ambientale si è diffuso a macchia d’olio; grazie a un luogo tradizionalmente d’incontro come la chiesa, si è creata una rete non solo di amicizie, ma di competenze”.

La parola infine è passata ad un veemente padre Maurizio che ha precisato subito: “Ho cercato di mutare l’appellativo ‘Terra dei fuochi’ in ‘Terra di fumi e di veleni’ perché di fuochi non ne abbiamo visti. Bisogna fare chiarezza e distinguere il peso della spazzatura che produciamo noi cittadini, dai rifiuti industriali che sono arrivati e continuano ad arrivare dal Nord”. Il sacerdote ha parlato ad una sala consiliare piena da cui di tanto in tanto si levavano commenti e domande sullo stampo del “che dobbiamo fare?”. Don Maurizio riconosce solo due strade: “La rivoluzione, ma io non vi accompagno” precisa, “perché sono un pacifista nato, o il dialogo con quelle stesse persone che c’hanno ucciso la salute”. Secondo il parroco di Caivano non sono mai troppi i convegni per informare il popolo, mai troppe le persone che scendono per strada a manifestare contro le discariche, e conclude incitando i presenti: “Chi ha le mani pulite, non le metta in tasca”.

Da quel Nord industrializzato che “non ha saputo gestire il problema dei suoi rifiuti” e dalle fila “di quella politica in cui si è persa la fiducia”, come lei stessa ha detto, proviene Chiara Braga, responsabile ambiente segreteria nazionale Pd, che si dichiara pronta a farsi carico delle denunce e delle mancanze dell’amministrazione statale: “non sono venuta per vendere un prodotto, ma per ascoltarvi e prendere idee per le prossime iniziative a favore del territorio”, precisando inoltre che “il decreto legge per la Terra dei fuochi non ha la presunzione di risolvere il problema, ma vuole essere il primo passo per essere all’altezza dei bisogni e delle domande”.