“Enzo Tortora, una ferita italiana”: ai Maristi il docufilm del regista Ambrogio Crespi

“Enzo Tortora, una ferita italiana”: ai Maristi il docufilm del regista Ambrogio Crespi

La proiezione organizzata dall’associazione Ibris, tante persone nell’aula magna dell’istituto giuglianese GIUGLIANO – Sabato pomeriggio nell’aula magna dell’Istituto Fratelli Maristi si è


La proiezione organizzata dall’associazione Ibris, tante persone nell’aula magna dell’istituto giuglianese

GIUGLIANO – Sabato pomeriggio nell’aula magna dell’Istituto Fratelli Maristi si è tenuta, grazie alla collaborazione con l’Associazione Ibris, la proiezione del film: “Enzo Tortora, una ferita italiana” del regista Ambrogio Crespi. Un’aula gremita di persone, incuriosite ed attente nell’essere spettatrici del crudele destino di Tortora, accusato di gravi reati ai quali tuttavia era totalmente estraneo, sulla base unicamente di asserzioni provenienti da vari condannati per reati legati alla mafia e uso di testimoni non attendibili; è stato per questo arrestato e imputato di associazione camorristica e traffico di droga.

Si tratta di una pellicola originale e coraggiosa, che affronta il tema spinoso della “malagiustizia” in Italia, problema atavico e ancora irrisolto. Con la forza delle immagini e della rievocazione storica del calvario a cui fu sottoposto il noto conduttore televisivo, Ambrogio Crespi lancia un messaggio dritto al cuore dello spettatore. Difficile non provare la sensazione di un pugno dritto nello stomaco dopo aver visto questo docufilm. La rabbia per le ingiustizie e la voglia di riscatto sono le sensazioni che questo lavoro ha suscitato dopo la visione. Emozione allo stato puro, anche grazie alle inedite testimonianze che rendono vivo il ricordo di Tortora e di quello che rappresenta, ancora oggi, il suo caso giudiziario.

Ambrogio Crespi osa. Sceglie di non avere voce narrante ma di far parlare le immagini, i suoni e i protagonisti. Prima della visione, è stata Anna Russo, presidente dell’Associazione Ibris, ad aver moderato e dato la parola a Crespi, il quale con semplicità e professionalità ha motivato la scelta del suo film e la volontà di raccontare una storia che non può e non deve essere dimenticata. Un lavoro didattico che vuole parlare alle giovani generazioni ma allo stesso tempo rievocativo, per ricordare a quelle più vecchie di non chiudere la porta agli errori passati. Guardare questo film è un piacere per gli occhi e per lo spirito, perchè riesce a raccontare una vicenda importante senza mai annoiare. Un film che ha riscosso enorme successo alla Camera dei Deputati, nelle Università italiane e straniere e persino al Parlamento Europeo. Grazie all’originalità del costrutto narrativo, il film permette la totale immedesimazione nella storia di Enzo Tortora, senza mai cadere nella semplice e banale ricostruzione degli eventi.