Europee Napoli Nord, trionfa l’astensionismo. Renzi vince ma non stravince. Berlusconi tiene. Grillo ora lascia?

Europee Napoli Nord, trionfa l’astensionismo. Renzi vince ma non stravince. Berlusconi tiene. Grillo ora lascia?

Dati in controtendenza rispetto al trend nazionale. Il PD non sfonda il tetto del 40 %.  Bene il M5S e FI. Exploit


Dati in controtendenza rispetto al trend nazionale. Il PD non sfonda il tetto del 40 %.  Bene il M5S e FI. Exploit della Lega

HINTERLAND – Ha vinto ma non stravinto. E  al netto degli hastag non stiamo parlando di Beppe Grillo. Bensì di Renzi. Il rottamatore fiorentino ha rastrellato voti anche nell’area nord di Napoli incoronando il Pd sul carro dei vincitori con una percentuale del 36, 65 per cento.  36mila elettori su 98mila hanno scelto lui. Un elettore su tre. Un trionfo, penserete. Eppure qui non è stato lo stesso plebiscito che ha lasciato mezza segreteria Pd a bocca aperta nella sede del Nazareno. Il botto si è sentito. Ma è stato meno forte. L’abisso di 19 punti percentuali scavato fra Renzi e Grillo che è valso a livello nazionale come una resa dei conti da noi si è ridotto a 8 punti di distacco (36 % contro il 28 % dei pentastellati).

Andiamo nel dettaglio. A Giugliano il Pd si è fermato a 13mila voti. Contro gli 11mila raccolti dal M5s. Anche a Marano e Qualiano lo scarto fra i primi due partiti italiani si è rivelato minimo (5917 contro 5138 nella prima e 2092 contro 1697 nella seconda).  Unica eccezione Melito, dove il Pd sfonda persino il tetto del 40 % nazionale trainato dal sindaco Venanzio Carpentieri. E Sant’Antimo, dove nel feudo di Cesaro, dopo anni di dominio inconstrato targato Pdl, questa volta trionfa il Pd. Un segnale non da poco che senz’altro dovrà far riflettere i vertici nazionali del partito di Silvio Berlusconi. Ma i dati complessivi fotografano un quadro politico a Nord di Napoli – e in generale al Sud – in controtendenza rispetto alle percentuali nazionali. A marcare le differenze anche la tenuta elettorale di Forza Italia. Il redivivo partito del Cavaliere dalle nostre parti macina consensi più che altrove. 23, 10 % la percentuale che gli assicura il terzo gradino del podio nell’area Nord. E a Qualiano, con 2161 voti, ottiene il primato (complice il malcontento generale per l’attuale amministrazione cittadina di centro-sinistra).

dati elettoraliSe l’area del dissenso grillino e quella berlusconiana reggono all’ondata renziana, non si può dire però altrettanto per le altre formazioni. Tutte asfaltate dai partiti tradizionali. Nuovo Centrodestra, l’altra Europa con Tsipras e Fratelli d’Italia – An restano inchiodati sotto la clausola di sbarramento del 4 %. Consenso balcanizzato anche per Idv e Ln, entrambi con percentuali da prefisso telefonico. Infine exploit della Lega: contro ogni previsione e sondaggio, il fronte nordista anti-euro conquista 371 elettori, rivelandosi così,  con le dovute proporzioni, la vera novità elettorale di queste Europee 2014.

Nessuna grossa sorpresa invece fra le preferenze, in linea con le previsioni. A Giugliano trionfano Ferrandino del Pd, uomo di Lello Topo (primo anche a Villaricca), e Massimo Paolucci, sempre Pd, sostenuto da Gino Cimmino, mentre l’outsider Arlacchi raccoglie 863 preferenze. Partito Democratico che, anche se al di sotto della media nazionale (36 a Giugliano, 41 nazionale), ha senz’altro beneficiato dello slancio dato dalla nuova segreteria locale, recuperando circa 10 punti percentuali rispetto al disastro delle politiche dello scorso anno. Primo fra i candidati di FI invece Fulvio Martusciello, che rastrella consensi in tutta l’area Nord toccando il vertice delle preferenze sia a Marano che a Qualiano. Bene anche Aldo Patriciello, sempre in quota FI, dimostratosi il candidato non campano più votato dalle nostre parti.

Ma al netto di analisi e dietrologie post-elettorali, a finire sotto la lente di ingrandimento di queste Europee è un altro dato. L’astensione. Questo il partito che ha trionfato nelle elezioni 2014 a nord di Napoli. Più di Renzi, Grillo e Berlusconi. Una disaffezione politica che lascia riflettere sondaggisti e osservatori locali. Dati alla mano, mentre l’affluenza nazionale viaggia intorno al 58 % degli aventi diritto (in calo comunque di 8 punti percentuali rispetto alla precedente tornata elettorale del 2009), alle nostre latitutini si attesta intorno al 40 %. Una differenza di 18 punti percentuali che segna un solco fra il nostro territorio e il resto del Belpaese. Maglia nera per Qualiano, dove l’affluenza alle urne si ferma al 39 % con il restante 61 % degli elettori che nella domenica del voto ha preferito restare a casa.