Melito. Alle europee il Pd fa il pieno di voti, Forza Italia tiene. Arranca Il Movimento 5 Stelle

Melito. Alle europee il Pd fa il pieno di voti, Forza Italia tiene. Arranca Il Movimento 5 Stelle

Il Partito Democratico supera la percentuale nazionale ed ottiene oltre 5.000 voti. Ottime le performance dei Pd Paolucci e Ferrandino e dei


Il Partito Democratico supera la percentuale nazionale ed ottiene oltre 5.000 voti. Ottime le performance dei Pd Paolucci e Ferrandino e dei candidati di Forza Italia Aldo Patriciello e Raffaele Fitto.

MELITO – Boom del Pd. Forza Italia si assesta come secondo partito mentre il Movimento 5 Stelle non sfonda; anzi arretra. Il trend del voto melitese segue soltanto in parte l’andamento generale del voto per le europee di domenica scorsa. I votanti melitesi, alla fine dello scrutinio, sono risultati essere 12.047 con una percentuale del 42,72%, circa 10 punti in meno di 5 anni fa quando però, in concomitanza, gli elettori furono chiamati al rinnovo del consiglio provinciale di Napoli.

Analizzando i dati, il Pd, come del resto in tutta Italia, fa il pieno di voti con Melito sempre più roccaforte del partito del premier Renzi. Ma la differenza rispetto all’andamento generale sta proprio nel numero dei consensi: a Melito la percentuale è addirittura superiore rispetto alla media nazionale: 43, 11% sul territorio melitese a dispetto del 40,2% in tutta la Penisola. Un risultato oltre le più rosee aspettative dunque, con il Partito Democratico votato da oltre 5 mila elettori. Nella contrapposizione tra correnti e di candidati in seno al Pd locale a spuntarla è stata l’area degli ex socialisti facenti capo alla componente dell’onorevole Michela Rostan, sostenitrice del deputato Massimo Paolucci, al quale sono andati 1402 voti. L’altro candidato forte, appoggiato invece dal primo cittadino Venanzio Carpentieri e dai suoi fedelissimi, il sindaco di Ischia Giosi Ferrandino, si piazza secondo, ottenendo in ogni caso un ottimo risultato con 1313 preferenze. Ma proprio Ferrandino, nonostante abbia ottenuto consensi elevati un po’ in tutta la provincia partenopea, non entrerà al parlamento di Bruxelles. Il primo cittadino ischitano infatti risulta essere, sui 6 europarlamentari campani che rappresenteranno il Pd in Europa, il primo dei non eletti. Proprio questa sorta di sfida nella sfida all’interno del Partito Democratico melitese era sicuramente tra gli elementi più interessanti di questa campagna elettorale nell’intera area democrat. Meno di 100 voti di differenza tra i due candidati, con Giosi Ferrandino protagonista di una rimonta che l’ha portato quasi a raggiungere Paolucci. Il binomio Paolucci-Ferrandino, in ogni caso, è stato quasi spezzato dalla buona performance dell’eurodeputato uscente Andrea Cozzolino, sul quale c’è stata convergenza da parte di un altro pezzo di centro-sinistra vicino in qualche modo ai democratici e che vede, al proprio interno, consiglieri comunali dell’attuale amministrazione comunale e qualche assessore della giunta. Resta da capire, in questo quadro, se davvero ci saranno delle evoluzioni dei rapporti di forza sul territorio all’interno del mondo Pd.

Risultato senza dubbio importante quello conseguito invece da Forza Italia. Se l’andamento nazionale (16%) pare infatti rispecchiare l’appannamento del suo leader Silvio Berlusconi, a Melito lo zoccolo duro che fa riferimento soprattutto all’ex sindaco Antonio Amente, dimostra ancora di essere in grado di dire la sua attestandosi come secondo partito a Melito. 3.012 in totale gli elettori (con una percentuale del 25,80%) che hanno scelto lo schieramento forzista, con il candidato Aldo Patriciello che ottiene alla fine 1227 voti. 886 invece le preferenze per Raffaele Fitto, capolista al Sud, altro nome sponsorizzato da Antonio Amente dal suo entourage. Entrambi riescono a staccare nei consensi Fulvio Martusciello, preferito soltanto da 501 melitesi.

Chi esce ridimensionato dal voto europeo sul territorio melitese è senza dubbio il Movimento 5 Stelle, soltanto terza forza in campo, non andando oltre il 24,26% e preferito da 2.832 elettori. Delusione, come peraltro in tutto il movimento fondato da Beppe Grillo che accarezzava il sogno del sorpasso al Pd, da parte degli attivisti locali dei 5 Stelle che senza dubbio si aspettavano un risultato diverso.

Al di sotto del 2% infine, il Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano e la lista l’Altra Europa con Tsipras che, per il rotto della cuffia, entrano al parlamento europeo superando, a livello nazionale, di poco lo sbarramento del 4%.